martedì 13 febbraio 2007

TOPI MAFIOSI

Mi è stato ricordato che, in un film di parecchi anni fa, di cui non ricordo il titolo (forse"mi manda Picone" o "pacco, contropacco..." o qualcosa del genere), veniva esattamente descritto come i topi facevano sparire i fascicoli processuali che si voleva far sparire. Bastava che un impiegato dell'archivio, ovviamente previo compenso, inserisse nel fascicolo, che si voleva far sparire, alcune "sottilette" di formaggio, e poi ci pensavano i topi a mangiare formaggio e fascicolo. Se non è vera, è certo ben trovata.

sabato 10 febbraio 2007

MALATI TERMINALI: OPZIONI TERAPEUTICHE

Le opzioni terapeutiche nei malati terminali sono queste:
1) insistere ed incrementare gli accertamenti e la terapia (accanimento terapeutico);
2) insistere con la terapia;
3) limitarsi all'assistenza e alla terapia palliativa;
4) rinunciare a qualsiasi forma terapeutica;
5) accelerare la morte mediante farmaci consegnati direttamente al paziente o impiegati dal medico, o con altri mezzi.

L'opzione 1 configura l'accanimento terapeutico, che è vietato nel codice deontologico.
L'opzione 4 può configurare l'eutanasia passiva, vietata nel codice deontologico e nel codice penale.
L'opzione 5 configura il cosiddetto suicidio assistito ovvero l'eutanasia attiva su paziente consenziente o che non ha dato il consenso, per ragioni diverse. Questa opzione è vietata nel codice penale.
Soltanto le opzioni 2) e 3) non rappresentano un'attività medica vietata, dal codice deontologico e/o dal codice penale. Queste sono anche le opzioni accettate, o consigliate, dalle dottrine religiose, compreso l'insegnamento della Chiesa cattolica.
Il punto principale del dibattito etico attuale è rappresentato dall'opzione 4 e da parte dell'opzione 5, e cioè dalla liceità, in talune situazioni, dell'eutanasia passiva e/o attiva effettuata con farmaci. Nell'attuale dibattito, non si discute del suicidio assistito nè della eutanasia attiva con mezzi diversi dai farmaci. Si discute invece, in sostanza, se il malato terminale possa essere lasciato morire o aiutato a morire.
E' probabile che lasciar morire il malato (il "letting die" della letteratura anglo-americana) sia una pratica frequente negli ospedali, ed anche nei pazienti dimessi dall'ospedale per consentire loro di morire a casa, mentre a me sembra che l'aiuto a morire sia molto meno frequente in Italia. Dati certi non ve ne sono.
La mia personale posizione è che sia necessaria una disposizione di legge riguardante i malati terminali. Sono anche dell'avviso che essa debba essere meditata profondamente e che sia molto rigida.
Sul piano etico, il mio personale punto di vista è che il malato terminale debba essere lasciato in pace ("the right to be let alone") e non tormentato con terapie inutili, limitandosi il medico all'assistenza. Posso comprendere come, in rari casi, il malato possa essere aiutato a morire mediante la sottrazione/somministrazione di farmaci. Si tratta di una decisione dolorosa, ma che talvolta deve essere presa per non far soffrire troppo il malato. Ribadisco tuttavia la necessità di una disposizione di legge, la quale, tuttavia, non può riguardare quei casi in cui sia già stata accertata la morte cerebrale, perchè si tratta di soggetti già deceduti.

IL SENSO DI UMANITA'

La maggior parte dei delitti si possono capire, talvolta anche giustificare. Alcuni sono efferati e crudeli, contrari al senso di umanità. E non si possono capire, se non pensando all'indole malvagia del colpevole, come si esprime il codice penale, in termini un po' antiquati, ma molto comprensibili.
Quello che è accaduto ieri in Brasile è crudele e inumano: rapinatori di automobili hanno fatto scendere la madre e i bambini, ma uno è rimasto agganciato alla cintura di sicurezza, e i banditi sono ripartiti senza dargli il tempo di sciogliere la cintura. Hanno zigzagato per alcuni kilometri per far staccare il bambino e fuggire più velocemente. Il bambino è morto per i ripetuti traumi cranici. I banditi sono stati arrestati.
Episodi come questo portano a pensare ad una legislazione penale specifica per delitti caratterizzati da crudeltà e mancanza di senso di umanità, qualunque sia la tipologia del delitto.

domenica 4 febbraio 2007

I NUOVI VANDALI

Branchi di giovani maschi si aggirano per le nostre città, in cerca di qualcosa da distruggere. I più miti si accontentano di sporcare i muri. Poi ci sono quelli che incendiano le automobili durante la notte. Ci sono gruppi che vanno allo stadio, e, protetti dalla moltitudine, iniziano disordini e scontri con altri spettatori e con la Polizia. Infine, ci sono quelli che cercano gli scontri con la Polizia, motivandoli con ragioni politiche.
Li chiamo i “Nuovi Vandali”, anche se le azioni dei Vandali non erano immotivate, dato che il loro motivo era la conquista del territorio.
I Vandali hanno lasciato da tempo il teatro della storia, e ne rimane una traccia solo nel nome di una regione spagnola (l’Andalusia).
I Nuovi Vandali non lasceranno traccia alcuna in tempi molto brevi. Non c’è bisogno di nuove leggi né di proclami. E’ sufficiente che lo Stato faccia sentire su costoro la propria forza. E’ la forza dello Stato che impedisce queste prevaricazioni e queste distruzioni.

sabato 3 febbraio 2007



Di questa splendida immagine ignoro l'autore, e non posso chiedegli perciò il permesso di pubblicarla. Lo ringrazio, ed è quello che posso fare.

INCIDENTI ALLO STADIO

Ieri, prima durante e dopo la partita di calcio Catania- Palermo, sono scoppiati violentissimi tafferugli a Catania. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/02_Febbraio/02/scontri.shtml
Un ispettore di polizia è morto, colpito da una bomba carta, e un agente è gravissimo, i feriti sono un centinaio.
Gina Ferrero Lombroso, la figlia di Cesare Lombroso, in un libro di tanti anni fa ci ha parlato della violenza negli stadi. Per primo ce ne ha parlato Procopio di Cesarea.
Quali siano le ragioni di queste esplosioni di violenza non so. Procopio pensava ad una rivolta finalizzata ad abbattere il potere imperiale, e ne aveva motivo. Fatte le debite proporzioni, potrei pensare la stessa cosa, anche se ho sempre in mente la curva a campana di Gauss.
Quanto alla terapia: all'epoca ci pensò Teodora, la moglie di Giustiniano, che impiegò le truppe scelte (i pretoriani) per domare la rivolta. Dopo di allora, non ci furono più disordini e scontri all'ippodromo.

TOPI MAFIOSI

Pare che gli archivi antimafia siano stati mangiati dai topi. Leggi qui http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABL-Antimafia-fermata-dai-topi%C2%BB/1495498/6
L'articolo citato descrive lo stato di abbandono degli archivi giudiziari, ma io comincio a pensare che anche i topi siano mafiosi, e selettivi circa il pasto. Vorrei invitare il ministro a mandare qualche ispettore. Oltre alla derattizzazione, naturalmente.