Roma,trovato cadavere di un neonato
Il corpo in un magazzino di riciclaggio
Il cadavere di un neonato è stato trovato in un magazzino di riciclaggio di carta in via delle Gerbere, a Santa Palomba, località alle porte di Roma. Secondo le prime informazioni, il corpo privo di vita è stato scoperto da un'addetta al nastro trasportatore nella fase della divisione dei rifiuti della società Inca. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato e il personale del 118.
Era da poco iniziato lo smistamento degli ultimi carichi di carta da riciclare, che poi avrebbe dovuto essere avviata al compostaggio, quando è stato scorto il corpo del bambino. Immediatamente gli addetti hanno bloccato il lavoro e hanno dato l'allarme.
Nel magazzino confluisce la carta che proviene dalla raccolta differenziata nella Capitale: non si esclude quindi che il neonato possa essere stato trasportato con uno dei carichi che arrivano a Santa Paolomba.
Gli agenti intervenuti sul posto stanno compiendo accertamenti in tutti gli ospedali di Roma nel tentativo di risalire alla madre e al luogo dove è stato gettato il corpicino.Il compito è però reso difficile dal fatto che il cadavere è orrendamente straziato: manca completamente la parte inferiore del corpo (tanto che non è ancora stato possibile stabilire se sia un maschio o una femmina), probabilmente tranciata da una delle ruspe che caricano la carta sul nastro trasportatore per la lavorazione.
Il magistrato ha disposto l'autopsia, soprattutto per capire se il bambino sia morto a causa dei macchinari oppure soffocato all'interno del contenitore di carta da riciclaggio. (da tgcom 6.2.08)
giovedì 7 febbraio 2008
martedì 5 febbraio 2008
IDENTIFICAZIONE
L'Fbi vero prossimo «Grande Fratello»
Imminente finanziamento da 1 miliardo di dollari per creare il più grande database biometrico anticrimine
CLARKSBURG (Usa) – Un miliardo di dollari. Tanto è stato stanziato per il nuovo programma di identificazione dell’Fbi. Il denaro verrà utilizzato per completare e gestire un immenso database di informazioni personali sui criminali: impronte digitali, palmari, foto di tatuaggi e ferite e prossimamente anche la scansione dell’iride. L’indiscrezione è della Cnn, l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
PRIVACY – L’intento dichiarato del Next generation identification (identificazione di prossima generazione), così è stato battezzato il sistema in via di costruzione, è la tutela dei cittadini Usa da
Un sistema di riconoscimenti delle impronte digitali comune negli aeroporti Usa (Ap)criminali, terroristi e clandestini. Il piano di monitoraggio biometrico è però visto con molto sospetto dai difensori della privacy, che paventano usi distorti del database. «È l’inizio della società della sorveglianza in cui si può essere rintracciati ovunque in qualsiasi momento», denuncia Barry Steinhardt, direttore del Progetto per le libertà civili e tecnologiche. La paura principale è che la schedatura possa in futuro includere anche i liberi cittadini, per tutelarli ancora di più. Preventivamente.
ERRORI – Attualmente, nell’archivio dell’agenzia governativa a Clarksburg, in West Virginia, sono già presenti 55 milioni di impronte digitali, ma sono i nuovi strumenti di monitoraggio e il loro uso a destare più di una preoccupazione. «Solo chi non viaggia in aereo può credere che il sistema funzioni» spiega Steinhardt, raccontando dei molti disguidi che liberi e innocenti cittadini hanno incontrato ai controlli prima di imbarcarsi su un volo. Le fotografie di tatuaggi, ferite e altri segni distintivi sono sotto accusa per essere poco attendibili. E sotto accusa anche gli strumenti tecnici per realizzare un’efficace rete di controllo. Una delle metodologie che sono state più criticate per l’attendibilità è il riconoscimento facciale, da effettuarsi secondo i progetti nei posti affollati tramite telecamere di sorveglianza. In uno studio eseguito nelle stazioni ferroviarie in Germania i risultati sono stati abbastanza attendibili in buone condizioni di luminosità (60 per cento di successo) ma scarse quando la luce diminuisce (e percentuali di successo abbattute al 15 per cento). E non vorremmo essere nei panni di coloro che vengono fermati ingiustamente perché presunti criminali. Perdere il treno a quel punto sarebbe il male minore.
Gabriele De Palma05 febbraio 2008 (da corriere.it)
Imminente finanziamento da 1 miliardo di dollari per creare il più grande database biometrico anticrimine
CLARKSBURG (Usa) – Un miliardo di dollari. Tanto è stato stanziato per il nuovo programma di identificazione dell’Fbi. Il denaro verrà utilizzato per completare e gestire un immenso database di informazioni personali sui criminali: impronte digitali, palmari, foto di tatuaggi e ferite e prossimamente anche la scansione dell’iride. L’indiscrezione è della Cnn, l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
PRIVACY – L’intento dichiarato del Next generation identification (identificazione di prossima generazione), così è stato battezzato il sistema in via di costruzione, è la tutela dei cittadini Usa da
Un sistema di riconoscimenti delle impronte digitali comune negli aeroporti Usa (Ap)criminali, terroristi e clandestini. Il piano di monitoraggio biometrico è però visto con molto sospetto dai difensori della privacy, che paventano usi distorti del database. «È l’inizio della società della sorveglianza in cui si può essere rintracciati ovunque in qualsiasi momento», denuncia Barry Steinhardt, direttore del Progetto per le libertà civili e tecnologiche. La paura principale è che la schedatura possa in futuro includere anche i liberi cittadini, per tutelarli ancora di più. Preventivamente.
ERRORI – Attualmente, nell’archivio dell’agenzia governativa a Clarksburg, in West Virginia, sono già presenti 55 milioni di impronte digitali, ma sono i nuovi strumenti di monitoraggio e il loro uso a destare più di una preoccupazione. «Solo chi non viaggia in aereo può credere che il sistema funzioni» spiega Steinhardt, raccontando dei molti disguidi che liberi e innocenti cittadini hanno incontrato ai controlli prima di imbarcarsi su un volo. Le fotografie di tatuaggi, ferite e altri segni distintivi sono sotto accusa per essere poco attendibili. E sotto accusa anche gli strumenti tecnici per realizzare un’efficace rete di controllo. Una delle metodologie che sono state più criticate per l’attendibilità è il riconoscimento facciale, da effettuarsi secondo i progetti nei posti affollati tramite telecamere di sorveglianza. In uno studio eseguito nelle stazioni ferroviarie in Germania i risultati sono stati abbastanza attendibili in buone condizioni di luminosità (60 per cento di successo) ma scarse quando la luce diminuisce (e percentuali di successo abbattute al 15 per cento). E non vorremmo essere nei panni di coloro che vengono fermati ingiustamente perché presunti criminali. Perdere il treno a quel punto sarebbe il male minore.
Gabriele De Palma05 febbraio 2008 (da corriere.it)
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lunedì 4 febbraio 2008
SANITA' IN CALABRIA
"Serve una vera e profonda riqualificazione dei servizi, ripristinare legalità e condizioni di assistenza adeguata per i cittadini", sono le parole del Ministro della Salute Livia Turco, in riferimento alla situazione della Sanità calabrese. Quanto sta accadendo in questi ultimi giorni in Calabria, sia in riferimento all'inchiesta sull'omicidio Fortugno che a quella conseguente alle ispezioni dei NAS del Ministero della Salute dopo il decesso di alcuni pazienti nell'ospedale di Vibo Valenzia, conferma purtroppo che la decisione del Governo di decretare lo stato di emergenza sanitaria nella Regione era assolutamente necessaria. La sanità calabrese ha bisogno di una vera e profonda riqualificazione a partire dal ripristino della legalità nella gestione fino alla messa in atto di quelle misure di ristrutturazione dei Servizi sanitari indispensabili per garantire una assistenza adeguata ai cittadini. In questa direzione va la scelta della nomina, lo scorso dicembre, da parte della Presidenza del Consiglio, di un Commissario straordinario affiancato da una cabina di regia, presieduta dal Sottosegretario alla Salute Serafino Zucchelli, per la costruzione dei quattro nuovi ospedali calabresi e il lavoro che sta svolgendo la Commissione da me istituita il 22 dicembre scorso, presieduta dal Prefetto Achille Serra, per verificare la realtà complessiva dei Servizi sanitari della Regione. Da quest'ultima Commissione stanno già emergendo significative carenze che non mancheremo di segnalare alle autorità regionali e sulle quali interverremo per quanto di nostra competenza. (dal blog del ministero della salute, 4.2.2008)
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CADAVERE SUL TETTO
ROMA (4 febbraio) - Il cadavere di un uomo è stato trovato sul tetto della scuola media "Pinelli", di viale della Venezia Giulia 33, al quartiere Prenestino. L'uomo presenta ferite alla gola. Due per ora le ipotesi sull'identità del morto: ladro o tossicodipendente.
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domenica 3 febbraio 2008
SANITA' CALABRESE
(ANSA) - BELVEDERE MARITTIMO (COSENZA), 3 FEB - Una ragazza di 13 anni di Belvedere Marittimo, nel cosentino, e' morta dopo avere avuto per un mese la febbre. La Procura della Repubblica di Paola ha aperto un'inchiesta dopo la presentazione di un esposto ai carabinieri da parte della madre. La ragazza da circa un mese aveva una febbre di cui non e' stata individuata la causa. Dopo alcuni ricoveri e dimissioni da strutture sanitarie, la giovane e' morta.
Questa è una conseguenza delle procedure di spartizione malavitosa dei posti di medico negli ospedali calabresi. Procuratore della Repubblica, vai a vedere, per favore, come sono stati ottenuti quei posti da medico e da infermiere.
Questa è una conseguenza delle procedure di spartizione malavitosa dei posti di medico negli ospedali calabresi. Procuratore della Repubblica, vai a vedere, per favore, come sono stati ottenuti quei posti da medico e da infermiere.
VIOLENZA, TERRORE, OMICIDIO
Romena uccisa, l'omicida viveva terrorizzato:era stato violentato da due malviventi dell'Est
ROMA (2 febbraio) - Era stato seviziato per ore, drogato e infine violentato nella sua casa. Da quel momento viveva nel terrore. Aveva installato sistemi d'allarme nella sua abitazione, preso il porto d'armi e dormiva con la pistola con il colpo in canna sul comodino. Settimino Melaragni, 53 anni, agente immobiliare di Capodimonte, in provincia di Viterbo, non era riuscito a superare il trauma delle violenze subite lo scorso ottobre da parte di due uomini dell'Europa dell'Est (romeni o albanesi) e la notte tra mercoledì e giovedì, in preda al panico, ha sparato. Ha ucciso la sua compagna, Daniela Nicoleta Hatmanu, romena, 37 anni, che si era alzata dal letto. Ma Melaragni, a suo dire, credeva fosse un ladro e ha sparato due colpi. Arresti domiciliari. Melaragni ha raccontato questa mattina la sua tragica storia durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip Gaetano Mautone che gli ha concesso gli arresti domiciliari nella casa della madre. Le prove della violenza subita. Il difensore di Melaragni ha esibito al Gip le cartelle cliniche dell'ospedale Belcolle di Viterbo che certificano la violenza sessuale subita dall'uomo. Si è trattato probabilmente di una spedizione punitiva scaturita da una delle relazioni che l'agente immobiliare aveva avuto con giovani donne dell'est europeo, entraineuse nei night. «Il giudice - ha commentato il legale - ha compreso fino in fondo la situazione psicologica di Melaragni. Ha cioè capito che è ancora in preda ad una vera e propria fobia indotta dall'esperienza vissuta pochi mesi fa e che è alla base delle tragedia». Il legale, infine, ha auspicato che «il capo d'imputazione possa essere derubricato da omicidio volontario a colposo»Proseguono le indagini. Il Pm Laura Centofanti ha disposto una perizia balistica per verificare la compatibilità della ricostruzione dei fatti di Melaragni con le ferite sul corpo della donna e con il proiettile trovato conficcato nel muro. A tale scopo l'autopsia sulla romena è stata rinviata. Nei prossimi giorni eseguiranno rilievi anche i tecnici del Ris.
ROMA (2 febbraio) - Era stato seviziato per ore, drogato e infine violentato nella sua casa. Da quel momento viveva nel terrore. Aveva installato sistemi d'allarme nella sua abitazione, preso il porto d'armi e dormiva con la pistola con il colpo in canna sul comodino. Settimino Melaragni, 53 anni, agente immobiliare di Capodimonte, in provincia di Viterbo, non era riuscito a superare il trauma delle violenze subite lo scorso ottobre da parte di due uomini dell'Europa dell'Est (romeni o albanesi) e la notte tra mercoledì e giovedì, in preda al panico, ha sparato. Ha ucciso la sua compagna, Daniela Nicoleta Hatmanu, romena, 37 anni, che si era alzata dal letto. Ma Melaragni, a suo dire, credeva fosse un ladro e ha sparato due colpi. Arresti domiciliari. Melaragni ha raccontato questa mattina la sua tragica storia durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip Gaetano Mautone che gli ha concesso gli arresti domiciliari nella casa della madre. Le prove della violenza subita. Il difensore di Melaragni ha esibito al Gip le cartelle cliniche dell'ospedale Belcolle di Viterbo che certificano la violenza sessuale subita dall'uomo. Si è trattato probabilmente di una spedizione punitiva scaturita da una delle relazioni che l'agente immobiliare aveva avuto con giovani donne dell'est europeo, entraineuse nei night. «Il giudice - ha commentato il legale - ha compreso fino in fondo la situazione psicologica di Melaragni. Ha cioè capito che è ancora in preda ad una vera e propria fobia indotta dall'esperienza vissuta pochi mesi fa e che è alla base delle tragedia». Il legale, infine, ha auspicato che «il capo d'imputazione possa essere derubricato da omicidio volontario a colposo»Proseguono le indagini. Il Pm Laura Centofanti ha disposto una perizia balistica per verificare la compatibilità della ricostruzione dei fatti di Melaragni con le ferite sul corpo della donna e con il proiettile trovato conficcato nel muro. A tale scopo l'autopsia sulla romena è stata rinviata. Nei prossimi giorni eseguiranno rilievi anche i tecnici del Ris.
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sabato 2 febbraio 2008
OSPEDALI
OSPEDALI IN CAMPANIA
GLI OSPEDALI DELLA CAMPANIA NON STANNO MOLTO MEGLIO DI QUELLI DELLA CALABRIA. LEGGI QUESTO ARTICOLO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/02_Febbraio/01/santobono_carenze_struttura.shtml
CHE COSA POSSIAMO FARE? LEGGI ANCHE LA TABELLA DEI GUAI SECONDO I NAS CHE HANNO SVOLTO UN'INDAGINE DURATA UN ANNO SU TUTTI GLI OSPEDALI DELLA CAMPANIA. IL FATTO E' CHE LA SANITA' E' DIVENTATA UN BUSINESS MOLTO APPREZZATO DALLA CAMORRA.
LA SANITA' DELLE COSCHE IN CALABRIA
QUESTO ARTICOLO DI ATTILIO BOLZONI SU REPUBBLICA.IT E' SEMPLICEMENTE AGGHIACCIANTE. http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/denunce-vibo/tangenti-paura/tangenti-paura.html
C'E' UN BLOGGER CALABRESE CHE MI POSSA DIRE CHE NON E' VERO QUELLO CHE BOLZONI SCRIVE? SI PUO' IMMAGINARE UN QUALCHE RIMEDIO? DOBBIAMO MANDARE UN ALTRO PREFETTO MORI? O ESPELLERE LA CALABRIA DALLO STATO?
SI PUO' FARE QUALCOSA? POLICLINICO UMBERTO I°
Scantinati del Policlinico come deposito per la merce degli ambulanti abusivi (da ilmessaggero.it)
ROMA (1 febbraio) – Hanno scelto come deposito della loro merce gli scantinati del Policlinico. I venditori ambulanti abusivi hanno occupato alcuni spazi dell'Umberto I per gestire il loro commercio sulle strade adiacenti all'ospedale. Lo rivela oggi Il Messagerocon foto che mostrano gli abusivi mentre, sotto gli occhi di tutti, fanno avanti e dietro per nascondere e ritirare mercanzie e banchetti di cartone nel loro magazzino privato all'interno del Policlinico. Cartoni e banchetti degli ambulanti sono presenti in particolare nello scantinato del pronto soccorso pediatrico sottolineando che «il viavai dei venditori, soprattutto del Bangladesh, è senza sosta e avviene sotto gli occhi della vigilanza». «Purtroppo è quasi impossibile arginare questo fenomeno», dice un dipendente del Policlinico che vuole mantenere l'anonimato. «È assurdo - riferiscono alcune persone intervistate mentre si recavano in ospedale costretti ad attraversare via Regina Elena a mezzogiorno tra bazar e magazzini - che per entrare in un ospedale una persona sia costretta al senso alternato sul marciapiede. Purtroppo ormai in queste ore c'è sempre il pienone di venditori ambulanti abusivi».
Tanti anni fa, trovandomi nell'ospedale di una città di media grandezza, vidi che il corridoio che portava al bar interno era occupato da venditori di tappeti, che avevano sciorinato la loro merce sul pavimento. Andai di filato dal Direttore sanitario, e dal giorno dopo i venditori di tappeti non si sono più visti.
Tanti anni fa, trovandomi nel nuovissimo e bellissimo ospedale di una grande città, già capitale di un regno, vidi che l'ingresso era occupato da venditori di tappeti, che nei corridoi giravano liberamente e senza nascondersi i contrabbandieri di sigarette, e nelle stanze dei malati giravano spacciatori di droga. Andai di filato dal Direttore sanitario, questi allargò sconsolato le braccia e nulla cambiò.
GLI OSPEDALI DELLA CAMPANIA NON STANNO MOLTO MEGLIO DI QUELLI DELLA CALABRIA. LEGGI QUESTO ARTICOLO DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/cronache/articoli/2008/02_Febbraio/01/santobono_carenze_struttura.shtml
CHE COSA POSSIAMO FARE? LEGGI ANCHE LA TABELLA DEI GUAI SECONDO I NAS CHE HANNO SVOLTO UN'INDAGINE DURATA UN ANNO SU TUTTI GLI OSPEDALI DELLA CAMPANIA. IL FATTO E' CHE LA SANITA' E' DIVENTATA UN BUSINESS MOLTO APPREZZATO DALLA CAMORRA.
LA SANITA' DELLE COSCHE IN CALABRIA
QUESTO ARTICOLO DI ATTILIO BOLZONI SU REPUBBLICA.IT E' SEMPLICEMENTE AGGHIACCIANTE. http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/denunce-vibo/tangenti-paura/tangenti-paura.html
C'E' UN BLOGGER CALABRESE CHE MI POSSA DIRE CHE NON E' VERO QUELLO CHE BOLZONI SCRIVE? SI PUO' IMMAGINARE UN QUALCHE RIMEDIO? DOBBIAMO MANDARE UN ALTRO PREFETTO MORI? O ESPELLERE LA CALABRIA DALLO STATO?
SI PUO' FARE QUALCOSA? POLICLINICO UMBERTO I°
Scantinati del Policlinico come deposito per la merce degli ambulanti abusivi (da ilmessaggero.it)
ROMA (1 febbraio) – Hanno scelto come deposito della loro merce gli scantinati del Policlinico. I venditori ambulanti abusivi hanno occupato alcuni spazi dell'Umberto I per gestire il loro commercio sulle strade adiacenti all'ospedale. Lo rivela oggi Il Messagerocon foto che mostrano gli abusivi mentre, sotto gli occhi di tutti, fanno avanti e dietro per nascondere e ritirare mercanzie e banchetti di cartone nel loro magazzino privato all'interno del Policlinico. Cartoni e banchetti degli ambulanti sono presenti in particolare nello scantinato del pronto soccorso pediatrico sottolineando che «il viavai dei venditori, soprattutto del Bangladesh, è senza sosta e avviene sotto gli occhi della vigilanza». «Purtroppo è quasi impossibile arginare questo fenomeno», dice un dipendente del Policlinico che vuole mantenere l'anonimato. «È assurdo - riferiscono alcune persone intervistate mentre si recavano in ospedale costretti ad attraversare via Regina Elena a mezzogiorno tra bazar e magazzini - che per entrare in un ospedale una persona sia costretta al senso alternato sul marciapiede. Purtroppo ormai in queste ore c'è sempre il pienone di venditori ambulanti abusivi».
Tanti anni fa, trovandomi nell'ospedale di una città di media grandezza, vidi che il corridoio che portava al bar interno era occupato da venditori di tappeti, che avevano sciorinato la loro merce sul pavimento. Andai di filato dal Direttore sanitario, e dal giorno dopo i venditori di tappeti non si sono più visti.
Tanti anni fa, trovandomi nel nuovissimo e bellissimo ospedale di una grande città, già capitale di un regno, vidi che l'ingresso era occupato da venditori di tappeti, che nei corridoi giravano liberamente e senza nascondersi i contrabbandieri di sigarette, e nelle stanze dei malati giravano spacciatori di droga. Andai di filato dal Direttore sanitario, questi allargò sconsolato le braccia e nulla cambiò.
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