venerdì 1 giugno 2012

famiglia distrutta


LA TRAGEDIA DI VIA CREMONA a Brescia

Le lacrime di seicento persone
per i piccoli Turrini

Folla commossa ai funerali di Samuele, Emanuela e Marco Turrini. I bimbi tumulati a Remedello, il padre alla Volta

(Fotogramma)(Fotogramma)
Nessuno è riuscito a trattenere le lacrime. Nessuno delle oltre seicento persone presenti sul sagrato e dentro la chiesa di Santa Maria della Vittoria per dare l'ultimo saluto a Samuele ed Emanuele, lanciati nel vuoto lunedì 21 maggio da papà Marco, che poi li ha seguito nel folle volo. Le bianche bare sono arrivate alle 15.30 con mamma Elena Morè sorretta fisicamente e psicologicamente da sua madre e da un amico carabiniere.I funerali dei TurriniI funerali dei Turrini    I funerali dei Turrini    I funerali dei Turrini    I funerali dei Turrini    I funerali dei Turrini
Padre Francesco Ferrari ha cercato di confortare parenti e conoscenti con le parole della Fede. Ma la commozione offusca occhi e menti dei presenti e anche il cielo là fuori si vela di tristezza.
I corpicini dei bimbi verranno tumulati a Remedello, paese d'origine di Elena Morè. Papà Marco al cimitero della Volta.
Redazione Online24 maggio 2012 | 20:53

stalking


IL FATTO AVVENUTO A TIVOLI

Sgozza l'ex davanti a figlio di 2 anni

La ragazza, una 23enne, è morta in ambulanza: l'omicida l'aveva pedinata per tutto il giorno. Dopo averla colpita con un coltello, l'uomo si è ferito alla gola: è in fin di vita

ROMA - Prima l’ha inseguita per tutto il giorno, incalzandola anche sul posto di lavoro. Poi, giovedì notte, poco dopo le 23, l’ha convinta a farlo salire sull’auto della madre e lì l’ha uccisa a coltellate davanti al figlioletto di lei, di due anni, terrorizzato. Una tragedia, ancora una volta di stalking, a Tivoli, alle porte di Roma.
MORTA IN AMBULANZA - La vittima, Claudia Bianca Benca, romena di 23 anni, è stata soccorsa da alcuni passanti che hanno sentito le sue urla disperate in piazza delle Nazioni Unite provenire da una Renault Twingo. A bordo, sui sedili posteriori, c’era anche l’ex fidanzato respinto ancora una volta, Andrej Scirpcariu, coetaneo della ragazza, anche lui ferito all’addome e alla gola con un grosso coltello. I soccorritori e i poliziotti giunti sul posto hanno messo al sicuro il bambino e poi hanno trasportato i due all’ospedale di Tivoli: la giovane è morta in ambulanza, mentre l’altro è ricoverato in gravissime condizioni al Policlinico Umberto I di Roma.
LASCIATO DA TEMPO - Claudia, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva già lasciato da tempo il ragazzo che però non aveva mai accettato la fine della loro relazione. Giovedì la situazione è degenerata nel sangue.
Rinaldo Frignani1 giugno 2012 | 16:53

gelosia


Stalking, uccisa davanti alla figlia
l'assassino fugge, poi si spara

Omicidio-suicidio a Cesena: uccisa una donna di 44 anni, con due colpi di pistola, da un ex fidanzato, già denunciato due mesi fa per molestie. L'assassino si è poi rifugiato nel Duomo di Cervia. Dopo ore di trattative, si è sparato al cuore.

Si è ucciso sparandosi un colpo al cuore all'interno del Duomo di Cervia, nel quale si era asserragliato per sfuggire alle forze dell'ordine, l'uomo di 60 anni che questa mattina ha ucciso a Cesena la sua ex amante. Secondo quanto riferito finora, all'improvviso, mentre stava parlando con i negoziatori, si è sparato un colpo di pistola al petto. E' morto poco dopo, nonostante i tentativi di rianimarlo.

La drammatica sequenza è iniziata questa mattina a Cesena, dove una donna di 44 anni, Sabrina Blotti, era stata uccisa in via Mameli da due colpi di pistola. Lo sparatore era poi fuggito in auto. La donna era appena uscita di casa insieme alla figlioletta di 5 anni e la stava portando all'asilo, quando l'ex fidanzato 60enne, con cui aveva avuto una breve relazione, l'ha fermata. Durante la lite l'uomo avrebbe estratto la pistola e sparato, ferendo mortalmente la donna. Dopo essersi dato alla fuga, l'uomo si era poi asserragliato all'interno del Duomo di Cervia,  in trattativa con ufficiali e mediatori.

Due mesi fa la vittima aveva denunciato il presunto assassino per stalking e atti persecutori. La donna lascia la piccola di 5 anni, che ha assistito alla violenta scena, e un altro figlio che al momento della sparatoria era già a scuola. A chiamare il 118 e i Carabinieri, alcuni operai che erano a lavoro in un edificio di via Mameli. Inutile la corsa disperata dell'ambulanza verso l'ospedale Bufalini di Cesena, dove la donna è morta per le gravissimi ferite riportate.

Asserragliatosi all'interno del 
Duomo di Cervia, l'uomo si era  appoggiato all'altare con in mano la pistola, puntata ora verso il volto, ora verso il petto. Nel Duomo, per tentare una mediazione, erano arrivati il parroco, don Umberto Paganelli, il procuratore capo di Ravenna, Roberto Mescolini e i sostituti, Roberto Ceroni - Pm di turno - e Angela Scorza. Con loro anche i vertici di Polizia e Carabinieri di Cesena e Ravenna, cui, in seguito, si sono aggiunti il procuratore capo di Forlì-Cesena e il vescovo di Ravenna, monsignor Giuseppe Verucchi.

Fuori dal Duomo, che si trova nel cuore della cittadina romagnola, l'area era stata transennata e isolata dalla forze dell'ordine. Nel primo pomeriggio l'uomo ha chiesto acqua da bere e un secchio, e avrebbe spiegato che la sua intenzione era di spaventare l'ex fidanzata, non di ucciderla.
(31 maggio 2012)


scheletro a Napoli


IL MISTERO DELLE OSSA RITROVATE NELLO SCAVO PER IL METRÒ

Lo scheletro nel cantiere di via Medina?
Potrebbe essere quello di un musulmano

La sua posizione è orientata verso la Mecca
L'archeologa Giampaola: «Ipotesi probabile, è rivolto
su un fianco come accade nelle sepolture arabe»

Sembra che dorma. Macché: prega rivolto verso la Mecca.Il mistero dello scheletro di via Medina diventa interreligioso. La posizione nella quale è stato rinvenuto durante lo scavo della metropolitana di piazza Municipio, infatti, fa ipotizzare che quel signore alto vissuto - e morto - tra il VII e VIII secolo d. C. a Napoli fosse di religione musulmana.

La supposizione che circola nei dintorni del cantiere dove l'uomo misterioso è diventato una piccola star postuma per la casuale centralità urbana del suo rinvenimento trova conferma nelle parole dell'archeologa Daniela Giampaola della Soprintendenza di Napoli.
In via Medina un devoto di Allah (non fa una grinza).«Certo potrebbe essere. L'orientamento dello scheletro ricorda alcune sepolture siciliane ed è noto che, sull'isola, la presenza araba è stata rilevante. Il tipo di tomba e questa peculiare posizione potrebbero indicare dunque un uomo di religione musulmana. Ma si tratta solo di due dei tanti elementi che un archeologo prende in considerazione. La verità è che ci troviamo di fronte a un ritrovamento complessivamente ordinario che, probabilmente per la centralità dello scavo, ha destato tanto scalpore. Di scheletri del genere ci capita di trovarne molti, ma questa volta il cantiere era senza paratie, esposto allo sguardo di tutti. Non capisco il perché di tanta curiosità...».
Magari perché uno se lo trova sotto gli occhi mentre va al lavoro. Magari perché la morte è una notizia anche se non freschissima, ma di 1400 anni fa circa. Magari perché a Napoli la morte, i teschi, le «presenze» sono antropologicamente e mistericamente contigue alla vita più che in ogni altro posto d'Italia e forse del mondo.
«Certo sarà per questi motivi. Ma ribadisco: di scheletri tardo antichi ne troviamo tanti e quando capita in cantieri privati l'effetto è contrario a questo. Anzi, si occulta la notizia e se interveniamo come archeologi ci fanno anche causa sostenendo che siamo responsabili di ritardi ai lavori».
Ma come mai quel signore, musulmano, pagano o cristiano che fosse, si trovava proprio lì? C'era una necropoli o, diciamo così, l'avevano sepolto in giardino?
«La città tardo-antica è piena di aree con piccoli nuclei di necropoli che occupano spazi inizialmente destinati ad altre funzioni urbane. In questo periodo l'iniziale e netta distinzione greca tra la città dei vivi e quella dei morti sfuma del tutto». E continuerà così per un po'.
Natascia Festa31 maggio 2012

cannibalismo


STATI UNITI, NUOVO CASO DI CANNIBALISMO

Uccide compagno di stanza e ne mangia il cuore

Baltimora, Alexander Kinyua, 21 anni, ha confessato l'omicidio alla polizia. Viveva con la vittima a casa dei genitori

Alexander Kinyua (The Baltimore Sun) Alexander Kinyua (The Baltimore Sun)
MILANO - Prima lo ha ucciso, poi ha mangiato cuore e parte di cervello. Nuovo caso di cannibalismo scuote gli Stati Uniti. E in particolare la città di Baltimora, Maryland. Uno studente di 21 anni, Alexander Kinyua, ha confessato l'omicidio del compagno di stanza Kujoe Bonsafo Agyei-Kodie, di origini ganesi.
LA VICENDA- Kinyua è stato arrestato martedì nella sua casa di Harford County, dopo che il fratello ha scoperto testa e mani di un uomo. La vittima viveva nella casa di famiglia come studente fuori sede. Ed era scomparso il venerdì precedente. Secondo la famiglia era uscito per andare a correre, poi non è più tornato. Kinyua ha confessato tutto alla polizia.
I PRECEDENTI- Solo sabato scorso un uomo era stato ucciso dalla polizia mentre, nudo per le strade Miami, divorava il volto di una persona senza fissa dimora. Il delitto potrebbe essere dovuto in seguito ad un nuovo tipo di droga sintetica che l'uomo avrebbe consumato, ha detto la polizia. Mentre in Canada, dove un porno attore, Luka Rocco Magnotta, avrebbe ucciso e smembrato un uomo, per poi mettere il video dell'omicidio su internet e spedire parti del corpo della vittima in pacchi postali.
Redazione online1 giugno 2012 | 8:34

mercoledì 30 maggio 2012

curiosità


SVISTE «ELETTORALI»

Candidato copia programma da Genova
e propone il porto a Paternò (senza mare)

Il web si scatena con una ricca gallery di fotomontaggi
e c’è chi proclama la "Repubblica Marinara di Paternò"

CATANIA - Clamorosa svista in un programma elettorale
per le amministrative, a Paternò: un candidato copia da un suo «collega» genovese e propone un porto per la cittadina dove il mare non c'è. Spiagge dorate con ombrelloni, tramonti con le palme, "noci di cocco dell'Etna". Sono le cartoline da Paternò, in provincia di Catania.
«Paternò a mare», i fotomontaggi-burla
Dove c'è il mare, almeno secondo il programma elettorale di un aspirante consigliere comunale. In vista delle amministrative, infatti, l'uomo ha promesso di realizzare un porto in città: ma è stata una promessa a sua insaputa, visto che se n'è accorto solo dopo averla presentata. Il "ragionier x", infatti, ha fatto "copia e incolla" dal programma elettorale di un candidato di Genova che, lui sì, poteva promettere agli elettori mari e monti.
IRONIA IN RETE - Un capoverso, infatti, recita: "Rifacimento dell'area portuale, dell'industria navale e del lungomare". Una svista, fatta da lui stesso o dai suoi collaboratori. Ma, dopo la figuraccia, è iniziato lo sfottò dei suoi compaesani su Facebook: oggi il gruppo "Paternò a mare" - nato dal precedente "Sporchiamo il Comune?" contro l'affissione selvaggia - è formato da oltre 2mila persone. Con un ricca gallery di fotomontaggi: si va da "Via dei Platani beach" dove c'è chi scorrazza sulla moto d'acqua, ai cartelli "Benvenuti a Paternò città del mare", alla gara di off-shore. I goliardi paternesi hanno modificato la cartina geografica della Sicilia creando il "Golfo di Paternò", indetto un concorso pubblico per il "guardiano del faro", segnalato gabbiani sui tetti, perfino proclamato la "Repubblica Marinara di Paternò". Senza dimenticare i prodotti tipici: l'"arancia di mare" di Paternò e, per la barca-simbolo dell'America's Cup, il nuovo nome "Arancia rossa".

SATIRA ANCHE SULL’AEROPORTO - Con un occhio alle cronaca, pubblicizzando crociere lungo le coste del paese, e raccontando perfino gli sbarchi dei migranti. Satira pure sul fantomatico aeroporto da costruire in paese: visto che Paternò è conosciuto per le rane, la compagnia aerea non può che chiamarsi la "Larunghiairlines". Accanto ai messaggi ironici, pure un momento di riflessione: lo fa il sacerdote don Salvatore Alì che scrive in un post: "Se Paternò fosse stato un paese di mare sarebbe stato completamente diverso ma purtroppo la cruda realtà ci dice che è sempre un paese "da chiana". Comunque questa pagina ci aiuta a sognare e sognare fa bene". Eppure, facendo un giro per le strade della cittadina, qualche spunto reale si trova: a Paternò, per esempio, c'è la sede locale dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia.
Fonte Italpress05 maggio 2012 (modifica il 10 maggio 2012)

giovedì 24 maggio 2012

bimbo scomparso 33 anni fa


NEL 1979 ETAN AVEVA SEI ANNI QUANDO SCOMPARVE SENZA LASCIARE PIÙ TRACCE

Trentatrè anni dopo la confessione dell'omicida
«Così ho ucciso il piccolo Etan Patz»

Alle sbarre Pedro Hernandez che racconta: «L'ho adescato offrendogli delle caramelle, poi l'ho ucciso a coltellate»

dal nostro corrispondente  ALESSANDRA FARKAS


NEW YORK – «L’ho adescato offrendogli delle caramelle prima di ucciderlo a coltellate, smembrando il suo cadavere e gettandolo nella spazzatura dentro sacchi neri di plastica». Si conclude così, a 33 anni esatti dalla sua sparizione, il tragico caso di Etan Patz scomparso misteriosamente il 25 maggio 1979 all’età di 6 anni mentre quella mattina si stava recando alla fermata dell’autobus per andare a scuola. La svolta è avvenuta mercoledì sera quando gli agenti della NYPD hanno arrestato un uomo in New Jersey, Pedro Hernandez, che dopo un serrato interrogatorio ha confessato l’orribile crimine. Secondo laNBCl’uomo era noto alla polizia già da allora. Hernandez viveva e lavorava nello stesso quartiere di Lower Manhattan quando Etan sparì.
LA CONFESSIONE - «Ha confessavo la propria colpe
Il piccolo Etan Patz scomparso all'età di sei anni senza lasciare tracceIl piccolo Etan Patz scomparso all'età di sei anni senza lasciare tracce
volezza ai detective della NYPD», recita la dichiarazione del Commissario newyorchese Raymond Kelly. Ma i media americani rimangono scettici. «Questa storia è tutta da verificare», scrive il New York Times. La scomparsa di Etan aveva commosso l’America, tanto da fare del piccolo il più famoso “Bambino scomparso” nella storia della città di New York. Il suo caso inaugurò l’era dell’ansietà tra i genitori americani (fino ad allora era normale lasciare andare i figli a scuola da soli anche in una città come Manhattan) dando vita al movimento dei “Missing Children” la cui effige viene ancora stampata sui cartoni del latte. Proprio il mese scorso l’FBI aveva improvvisamente riaperto le indagini mettendo a soqquadro lo scantinato appartenente al manovale Othniel Miller in un building di Soho limitrofo alla casa di Etan. Le ricerche sono state però poi interrotte senza nulla di fatto scagionando così Miller, inizialmente sospettato.
24 maggio 2012 | 18:35