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sabato 23 aprile 2011

ancora Melania

LA RICERCA DELLA VERITA' SULL'omicidio DI ASCOLI Non si ferma neppure a Pasqua.
Melania: dopo una notte di interrogatori
ripartono indagini e sopralluoghi
Il contenuto della siringa conficcata nel petto della vittima potrebbe rispondere agli interrogativi
LA RICERCA DELLA VERITA' SULL'omicidio DI ASCOLI Non si ferma neppure a Pasqua.

Melania: dopo una notte di interrogatori
ripartono indagini e sopralluoghi

Il contenuto della siringa conficcata nel petto della vittima potrebbe rispondere agli interrogativi


La strada che Melania Rea ha percorso da sola per andare al bagno, prima di sparire nel nulla (fotogramma)
MILANO - Non si dà pace Salvatore Parolisi, marito di Carmela Rea, la donna di 29 anni scomparsa lunedì pomeriggio da Colle San Marco di Ascoli Piceno e trovata uccisa mercoledì pomeriggio a Ripe di Civitella, nel teramano. Salvatore Parolisi, il fratello e il cognato sono stati sentiti a lungo, quali persone informate dei fatti sino, fino a tarda notte. Al termine dell'audizione nessun provvedimento di fermo è stato emesso nei confronti di alcuno.

INDAGINI - Al comando provinciale dei carabinieri di Ascoli è stata una lunga notte di lavoro. in cui si sono concentrate attività di intelligence mirate a cercare di dipanare il giallo dell'assassinio di Carmela Melania Rea. I magistrati hanno voluto cristallizzare una serie di punti emersi durante i sopralluoghi a Ripe di Civitella (Teramo) dove è stato trovato il 20 aprile il cadavere e a Colle San Marco, dove due giorni prima, il 18 aprile, Melania è scomparsa mentre era in compagnia del marito Salvatore Parolisi e della loro bimba Vittoria di 18 mesi. I carabinieri stanno sentendo, e sentiranno nelle prossime ore, anche persone estranee alla famiglia. Anche nel giorno di Pasqua, proseguiranno gli accertamenti tecnici, con particolare attenzione alle utenze telefoniche. Previsto anche un ulteriore sopralluogo, concentrato nel tratto di strada che Melania Rea ha percorso da sola per andare al bagno, prima di sparire nel nulla. Sul posto ancora i Ris e gli agenti della Guardia Forestale con i cani molecolari specializzati nell'individuazione di tracce di sangue. Verrà di nuovo controllata a fondo anche la zona alle spalle del cippo in ricordo dei Caduti della Seconda guerra mondiale, posizionato proprio all'inizio del pianoro di San Marco, a poche centinaia di metri dal parco giochi dove la famiglia si era fermata a giocare con la bambina.

SCENARI - C'è attesa per conoscere i risultati dell'esame sul liquido trovato all'interno della siringa conficcata nel petto della vittima. Si tiene conto anche dell'ipotesi che possa non esserci stato nulla: nessun narcotico o droga. Il particolare è, però, interessante perché potrebbe dire molte cose dell'assassino e del perché, e come, abbia agito. «Se Carmela-Melania è stata narcotizzata, vuol dire che il killer non ha agito d'impulso - come lasciano invece intendere le coltellate inferte con furia sul corpo della donna, anche dopo la morte - ma ha premeditato l'aggressione», dice il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio.«Ma se la siringa era vuota, quale può essere il significato della sua presenza sul seno della vittima? Un depistaggio? Un messaggio che rimanda all'uso della droga? Non certo da parte della vittima, madre di famiglia e persona - così la descrivono tutti - senza ombre». Interrogativi fra i tanti che inquirenti e investigatori stanno cercando di risolvere, in attesa di una prima relazione sui risultati degli accertamenti, e in attesa che, dunque il corpo di Melania 'parlì.

23 aprile 2011

venerdì 22 aprile 2011

ancora Melania

Il criminologo Bruno: «Troppe le analogie con il delitto di Rossella Goffo»
Sul corpo di Melania 35 coltellate
Il medico: è stato un delitto passionale
L'autopsia sul cadavere di Carmela-Melania:nessun segno di violenza sessuale
Il criminologo Bruno: «Troppe le analogie con il delitto di Rossella Goffo»

Sul corpo di Melania 35 coltellate
Il medico: è stato un delitto passionale

L'autopsia sul cadavere di Carmela-Melania:nessun segno di violenza sessuale


Carmela Rea, detta Melania
MILANO - Trentacinque coltellate su tutte il corpo, soprattutto sul tronco e sul collo, ma nessun segno di violenza sessuale. È questo l'esito dell'autopsia sul cadavere di Carmela Rea, detta Melania, la 29enne originaria del Napoletano, ma residente a Folignano (Ascoli Piceno) scomparsa il 18 aprile da Ascoli Piceno e trovata morta mercoledì in un bosco del Teramano. Una delle ferite sul corpo della donna è profonda, alla gola; altre sono arrivate in profondità a ledere organi interni. Lo si è appreso dall'anatomopatologo Adriano Tagliabracci a conclusione del primo esame autoptico. I colpi - ha spiegato - fanno propendere per un delitto d'impeto, passionale e non premeditato o legato alla criminalità organizzata. La ventinovenne, scomparsa durante una gita col marito e la figlioletta, secondo il medico è stata uccisa nella notte tra il 18 e il 19 e più precisamente tra le ore 24 del 18 aprile e le 3 del 19. È stato poi confermato che l'omicidio è avvenuto in un luogo diverso da quello in cui nel primo pomeriggio di mercoledì è stato ritrovato il cadavere. Il sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Umberto Monti, ha fatto intanto sapere che non c'è nessun indagato al momento e che si procede con l'ipotesi di omicidio.

LA TELEFONATA - Sulle indagini vige il massimo riserbo, ma in mattinata si è appreso che la telefonata anonima che ha segnalato la presenza del cadavere nella zona boscosa a Ripe di Civitella è stata fatta da un uomo da una cabina telefonica nel centro di Teramo. Il corpo della 29enne non sarebbe inoltre sfigurato, come appreso in un primo momento, ma avrebbe un taglio sul collo e un'incisione a forma vagamente di svastica sulla coscia destra. Sul cadavere poi è stata trovata una sola siringa contenente ancora del liquido che sarà esaminato. Gli investigatori stanno setacciando diversi casolari abbandonati tra Ascoli e il luogo del ritrovamento, in quanto vogliono verificare se il corpo sia stato nascosto dopo l'omicidio in un posto diverso da quello dove è stato trovato. Non si esclude che possa esservi stato trasportato all'alba di mercoledì. «Si deve sapere cosa è successo a mia sorella» ha detto Michele, il fratello di Carmela Rea, che sta seguendo le indagini portate avanti dalle procure di Ascoli e Teramo e dai carabinieri. «Lei - ha aggiunto - non si sarebbe mai allontanata da sola».


IL CRIMINOLOGO - Dietro il delitto potrebbe esserci l'ombra di un serial killer, stando almeno a Francesco Bruno. Secondo il noto criminologo, infatti, l'assassino è un uomo che agisce da solo, in fretta, non per sesso, ma solo per il gusto di uccidere. «Quello che ha ucciso Carmela Rea è un serial killer e potrebbe colpire ancora» ha detto Bruno. Le analogie con l'omicidio di Rossella Goffo, d'altra parte, non mancano. E non si limitano all'area del ritrovamento. «In entrambi i casi - spiega il criminologo - abbiamo due donne dalla vita apparentemente ineccepibile, con le stesse caratteristiche somatiche. Ma anche la modalità degli omicidi è simile». L'una, Rossella Goffo, strangolata. La seconda, Carmela Rea, sgozzata. Su nessuno dei due corpi, segni evidenti di violenza sessuale. Ma c'e dell'altro: «Troppi militari in questa storia». Militare il marito di Carmela. Militari i frequentatori del poligono dell'area militare delle Casermette, dove il corpo di Melania è stato ritrovato. «Io - afferma il criminologo - cercherei in quell'ambiente per scoprire se tra i frequentatori di quel poligono c'è qualche soggetto «a rischio», con un profilo psichiatrico instabile».

«ERA TROPPO BELLA» - È affettuoso il ricordo di Melania Rea offerto da alcune vicine di casa. Era bella «troppo bella», «alta come un'attrice», tanto che quando passava «tutti si voltavano», racconta Marina Angelucci, che gestisce una cartolibreria a Folignano, il piccolo paese in provincia di Ascoli dove la donna viveva con il marito e la figlioletta in un condominio di una quindicina di famiglie in Piazza Luigi Dari. La Angelucci racconta che Melania la aiutava nelle incombenze in parrocchia, ma soprattutto le «passava» ricette di piatti campani. «Mi ripromettevo - spiega - di ricambiare ed insegnarle a preparare le olive all'ascolana». Un'altra vicina ricorda di aver visto la donna sul Colle San Marco due settimane fa, quando sembrava che fosse esplosa l'estate.

Redazione online
21 aprile 2011