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venerdì 22 aprile 2011

ancora Melania

Il criminologo Bruno: «Troppe le analogie con il delitto di Rossella Goffo»
Sul corpo di Melania 35 coltellate
Il medico: è stato un delitto passionale
L'autopsia sul cadavere di Carmela-Melania:nessun segno di violenza sessuale
Il criminologo Bruno: «Troppe le analogie con il delitto di Rossella Goffo»

Sul corpo di Melania 35 coltellate
Il medico: è stato un delitto passionale

L'autopsia sul cadavere di Carmela-Melania:nessun segno di violenza sessuale


Carmela Rea, detta Melania
MILANO - Trentacinque coltellate su tutte il corpo, soprattutto sul tronco e sul collo, ma nessun segno di violenza sessuale. È questo l'esito dell'autopsia sul cadavere di Carmela Rea, detta Melania, la 29enne originaria del Napoletano, ma residente a Folignano (Ascoli Piceno) scomparsa il 18 aprile da Ascoli Piceno e trovata morta mercoledì in un bosco del Teramano. Una delle ferite sul corpo della donna è profonda, alla gola; altre sono arrivate in profondità a ledere organi interni. Lo si è appreso dall'anatomopatologo Adriano Tagliabracci a conclusione del primo esame autoptico. I colpi - ha spiegato - fanno propendere per un delitto d'impeto, passionale e non premeditato o legato alla criminalità organizzata. La ventinovenne, scomparsa durante una gita col marito e la figlioletta, secondo il medico è stata uccisa nella notte tra il 18 e il 19 e più precisamente tra le ore 24 del 18 aprile e le 3 del 19. È stato poi confermato che l'omicidio è avvenuto in un luogo diverso da quello in cui nel primo pomeriggio di mercoledì è stato ritrovato il cadavere. Il sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Umberto Monti, ha fatto intanto sapere che non c'è nessun indagato al momento e che si procede con l'ipotesi di omicidio.

LA TELEFONATA - Sulle indagini vige il massimo riserbo, ma in mattinata si è appreso che la telefonata anonima che ha segnalato la presenza del cadavere nella zona boscosa a Ripe di Civitella è stata fatta da un uomo da una cabina telefonica nel centro di Teramo. Il corpo della 29enne non sarebbe inoltre sfigurato, come appreso in un primo momento, ma avrebbe un taglio sul collo e un'incisione a forma vagamente di svastica sulla coscia destra. Sul cadavere poi è stata trovata una sola siringa contenente ancora del liquido che sarà esaminato. Gli investigatori stanno setacciando diversi casolari abbandonati tra Ascoli e il luogo del ritrovamento, in quanto vogliono verificare se il corpo sia stato nascosto dopo l'omicidio in un posto diverso da quello dove è stato trovato. Non si esclude che possa esservi stato trasportato all'alba di mercoledì. «Si deve sapere cosa è successo a mia sorella» ha detto Michele, il fratello di Carmela Rea, che sta seguendo le indagini portate avanti dalle procure di Ascoli e Teramo e dai carabinieri. «Lei - ha aggiunto - non si sarebbe mai allontanata da sola».


IL CRIMINOLOGO - Dietro il delitto potrebbe esserci l'ombra di un serial killer, stando almeno a Francesco Bruno. Secondo il noto criminologo, infatti, l'assassino è un uomo che agisce da solo, in fretta, non per sesso, ma solo per il gusto di uccidere. «Quello che ha ucciso Carmela Rea è un serial killer e potrebbe colpire ancora» ha detto Bruno. Le analogie con l'omicidio di Rossella Goffo, d'altra parte, non mancano. E non si limitano all'area del ritrovamento. «In entrambi i casi - spiega il criminologo - abbiamo due donne dalla vita apparentemente ineccepibile, con le stesse caratteristiche somatiche. Ma anche la modalità degli omicidi è simile». L'una, Rossella Goffo, strangolata. La seconda, Carmela Rea, sgozzata. Su nessuno dei due corpi, segni evidenti di violenza sessuale. Ma c'e dell'altro: «Troppi militari in questa storia». Militare il marito di Carmela. Militari i frequentatori del poligono dell'area militare delle Casermette, dove il corpo di Melania è stato ritrovato. «Io - afferma il criminologo - cercherei in quell'ambiente per scoprire se tra i frequentatori di quel poligono c'è qualche soggetto «a rischio», con un profilo psichiatrico instabile».

«ERA TROPPO BELLA» - È affettuoso il ricordo di Melania Rea offerto da alcune vicine di casa. Era bella «troppo bella», «alta come un'attrice», tanto che quando passava «tutti si voltavano», racconta Marina Angelucci, che gestisce una cartolibreria a Folignano, il piccolo paese in provincia di Ascoli dove la donna viveva con il marito e la figlioletta in un condominio di una quindicina di famiglie in Piazza Luigi Dari. La Angelucci racconta che Melania la aiutava nelle incombenze in parrocchia, ma soprattutto le «passava» ricette di piatti campani. «Mi ripromettevo - spiega - di ricambiare ed insegnarle a preparare le olive all'ascolana». Un'altra vicina ricorda di aver visto la donna sul Colle San Marco due settimane fa, quando sembrava che fosse esplosa l'estate.

Redazione online
21 aprile 2011

giovedì 21 aprile 2011

serial killer?

di lei si erano perse le tracce durante una gita col marito e la figlia a Colle San Marco
Ventinovenne sgozzata ad Ascoli
Sul cadavere una svastica
Sul corpo di Carmela Rea siringhe e segni di violenza ma non sessuale, sfigurato il volto
di lei si erano perse le tracce durante una gita col marito e la figlia a Colle San Marco

Ventinovenne sgozzata ad Ascoli
Sul cadavere una svastica

Sul corpo di Carmela Rea siringhe e segni di violenza ma non sessuale, sfigurato il volto


Ripe di Civitella, il luogo in cui è stato trovato il corpo di Carmela Rea
MILANO - È stata sgozzata Carmela Rea, detta Melania, la 29enne di cui si erano perse le tracce il 18 aprile sul pianoro di Colle San Marco, ad Ascoli Piceno, e ritrovata morta mercoledì pomeriggio. Sul cadavere una svastica, incisa sulla schiena, e segni di violenza, ma non sessuale. Il corpo è stato trovato dopo una telefonata anonima al 113, a Ripe di Civitella (Teramo), una zona boscosa a 18 chilometri in linea d'aria dal punto in cui Melania era scomparsa. La zona del ritrovamento è vicina all'area militare di Casermette usata per le esercitazioni di tiro. Al momento del ritrovamento, gli inquirenti si sono trovati di fronte un corpo nudo, con una siringa infilata sul collo forse in un tentativo di depistaggio e col volto sfigurato.

L'ALLONTANAMENTO - La donna si era recata in gita a Colle San Marco col marito Salvatore Parolisi, sottufficiale dell'esercito in servizio presso il 235/o Reggimento Piceno, e con la loro figlioletta di un anno e mezzo. La presenza della famigliola è stata confermata dal gestore di un chiosco bar nei pressi di alcuni campi da tennis in disuso. «Devo andare in bagno, torno subito» avrebbe detto Carmela al coniuge, prima di allontanarsi dal parco dove la bimba giocava in altalena. La donna però non è mai tornata indietro, né è stata vista dai gestori del bar-ristorante «Il Cacciatore», distante non più di 200 metri dal parco giochi.



INVESTIGATORI AL LAVORO - Ora gli investigatori sono al lavoro per capire cosa sia successo: se la donna sia arrivata in auto, magari con qualcuno che conosceva e di cui si fidava, oppure se sia stata stordita e uccisa altrove e poi trasportata in mezzo ai boschi. La coppia, di origini napoletane, abitava a Folignano. Secondo i familiari, la vita di Melania non aveva ombre: aveva sofferto di depressione post parto ma ne era uscita. Le ricerche si sono svolte a vasto raggio con la partecipazione di carabinieri, polizia, vigili del fuoco, speleologi del Cai, Protezione civile e unità cinofile. Sono stati sentiti anche i pastori che pascolano i loro greggi a poca distanza da dove la donna è stata vista per l'ultima volta. «È inspiegabile, inspiegabile» ha detto sconvolto il fratello Michele che aveva anche lanciato un appello a Carmela tramite Pomeriggio 5. Tutte le ipotesi sono aperte, dal raptus di follia a possibili vendette dai contorni tutti da accertare.

COINCIDENZA MACABRA - E c'è anche una macabra coincidenza: il luogo in cui Carmela è scomparsa è poco distante dal Bosco dell'Impero, dove il 5 gennaio scorso fu rinvenuto il cadavere di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona, anche lei scomparsa mesi prima, bruna e con i capelli lunghi come Melania. Per il caso della Goffo c'è però un indagato per omicidio, l'operatore della questura di Ascoli Alvaro Binni, amico della vittima, che proclama la sua innocenza.

Redazione online
20 aprile 2011(ultima modifica: 21 aprile 2011)

venerdì 25 gennaio 2008

CADAVERE CARBONIZZATO

ASCOLI PICENO (25 gennaio) - È quasi interamente divorato dal fuoco, ed era nudo, senza documenti accanto o altri oggetti che possano aiutare a identificarlo, il cadavere del giovane fra i 20 e i 30 anni rinvenuto stamani da alcuni abitanti di Acquaviva Picena lungo una stradina di campagna a un chilometro dal paese, in località Contrada di Fonte Pezzana. Impossibile, al momento, stabilire l'identità della vittima (si era parlato di un extracomunitario, forse un albanese, ma allo stato si tratta di voci senza conferma), anche perchè in zona non si sono registrate di recente segnalazioni di scomparsa.Il magistrato inquirente, il sostituto procuratore Carmine Pirozzoli, ha disposto per domani l'autopsia, affidata al medico legale Claudio Cacaci, che dovrebbe essere affiancato anche da un tossicologo. Uno dei quesiti cui l'esame necroscopico dovrà dare risposte è se l'uomo sia stato prima ucciso (e come) e poi dato alle fiamme o bruciato quando era ancora vivo. Resta da capire anche se l'omicidio sia stato commesso nel luogo del ritrovamento o altrove, da qualcuno che poi si è disfatto del corpo, abbandonandolo nei campi. (da ilmessaggero.it)