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lunedì 7 dicembre 2009

URANIO IMPOVERITO

Uranio, condannato ministero Difesa
Risarcimento a famiglia militare morto
Il tribunale di Roma ha condannato il ministero della Difesa a un risarcimento di 1,4 milioni ai familiari di un militare sardo morto alcuni anni fa per presunta contaminazione da uranio impoverito. La sentenza giunge a meno di un anno di distanza da un'altra condanna simile inflitta alla Difesa dal tribunale civile di Firenze: il caso riguardava un reduce dalla Somalia risarcito con 545 mila euro e deceduto un mese dopo.


La notizia è stata resa nota dal sito www.vittimeuranio.com, secondo cui, stando a un bilancio del gruppo operativo interforze della Sanità Militare, in Italia sarebbero 250 i morti e 1991 i malati per possibile contaminazione da uranio.

Sempre secondo il sito, proprio in questi giorni sarebbe morto un altro militare per le stesse cause. Si tratterebbe di un sottufficiale dell'Esercito della provincia di Cagliari, che ha prestato servizio nel poligono di Teulada. "Mio padre - racconta la figlia - ha sofferto per una mielodisplasia linfatica degenerata in seguito, nonostante lunghe cure, in leucemia mieloide acuta, causa tre mesi fa del suo decesso". (DA TGCOM, 7 DICEMBRE 2009)

mercoledì 10 settembre 2008

URANIO IMPOVERITO

Uranio impoverito: un documentario accusa, 164 morti e 2500 malati

10 set 15:19 CRONACHE

MILANO - Bilancio shock sulla 'Sindrome dei Balcani': secondo il documentario 'L'Italia chiamo'', che sara' presentato domani alla 'Fabbrica del Vapore' di Milano, ammonterebbe a ben 164 morti e 2500malati il numero dei militari italiani tornati da missioni di pace all'estero e colpiti da tumore a causa del contatto con l'uranio impoverito. Autori della videoinchiesta sono Matteo Scanni, giornalista free lance e vincitore del Premio Ilaria Alpi 2006, Angelo Miotto, caporedattore all'agenzia Peacereporter e Leonardo Brogioni, fotografo, giornalista e docente di Fotogiornalismo all'Universita' Cattolica di Milano. (Agr)

martedì 20 febbraio 2007

URANIO IMPOVERITO

URANIO IMPOVERITO

Missione nei Balcani/ Uranio impoverito, ancora una vittima
Lunedí 19.02.2007 17:07

Sale a 45 il numero delle vittime della cosiddetta Sindrome dei Balcani, dovuta a una presunta contaminazione da uranio impoverito. Lo evidenzia Domenico Leggiero, dell'Osservatorio militare, dopo la morte di un soldato avvenuta a Roma per un tumore forse provocato dall'agente nocivo. Il giovane, riferisce Leggiero, era un volontario dell'Esercito, più volte in missione nell'area balcanica, dalla quale era tornato affetto da Linfoma di Hodgkin. Non a caso - ha ricordato il responsabile dell'Osservatorio - "gli era stata riconosciuta la causa di servizio ma non aveva ancora preso un soldo".

Nonostante i militari italiani reduci dalla missione nei Balcani continuino a morire e ad ammalarsi, secondo le conclusioni stilate nel 2001 dalla Commissione presieduta dal celebre oncologo Franco Mandelli, non ci sono prove del nesso tra esposizione all'uranio impoverito e decessi per tumore.

Il militare deceduto aveva prestato servizio in particolare nel 19/o reggimento 'Guide' di Salerno, prendendo parte, ha ricordato Leggiero, "alla missione nella famigerata 'Tito Barrak' di Sarajevo che gli è stata fatale". Secondo il responsabile dell'Osservatorio sono "sono ben 13 le vittime tra i soldati che hanno prestato servizio nella caserma maledetta".

Eppure, malgrado questi dati inquietanti, la relazione conclusiva della commissione Mandelli nel 2001 ha stabilito che la "sindrome dei Balcani" non può essere provata. Il numero di neoplasie maligne rilevate sui soldati, spiegava l'equipe medica guidata dall'oncologo incaricata dal governo di indagare il fenomeno, è infatti "significativamente inferiore a quello atteso".

Mandelli ammetteva che fra i membri del contingente era stato riscontrato un eccesso di linfomi Hodking (9 rispetto ai 4 attesi sulla base delle statistiche), ma lo definiva "statisticamente non significativo". Troppo poco, quindi, per dire che quelle leucemie erano state provocate dall'uso di proiettili all'uranio impoverito durante le missioni. "Allo stato attuale tale risultato può essere dovuto al caso", concludeva tranquillizzante il medico, sollecitando però ulteriori accertamenti (fonte: Affari Italiani).

Mio commento. Sono troppo numerosi i casi di linfomi e leucemie tra i soldati che hanno prestato servizio nei Balcani, e che sono stati attribuiti all'uranio impoverito, materiale con il quale erano costruiti i proiettili. Credo proprio che sia il caso di procedere ad una indagine parlamentare.