lunedì 31 dicembre 2007

OMICIDI A NEW YORK

Il New York Times dà notizia di un netto calo della violenza nella metropoliVincente la "tolleranza zero" di Rudolph Giuliani e la teoria dei "vetri rotti"
New York, "solo" 492 omicidiAnno record: -80% dal 1990
New York, "solo" 492 omicidiAnno record: -80% dal 1990' src="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/esteri/omicidi-new-york/omicidi-new-york/este_31183003_30100.jpg" width=230> NEW YORK - Per la città di New York il 2007 è stato un anno record in termini di omicidi: "solo" 492 "a tutta la notte scorsa", come sottolinea oggi il New York Times. E' la prima volta dal 1963 che si registrano nella città statunitense meno di 500 omicidi nell'arco dei dodici mesi. Una circostanza che riflette un mutamento importante nella metropoli. Solo 20 anni fa, gli omicidi in città erano oltre 2.000 all'anno, con un picco di 2.245 nel 1990: l'80% in più paragonato ai dati del 2007. Alcuni considerano Rudolph Giuliani, sindaco per gran parte degli anni Novanta e oggi candidato alla nomination repubblicana per le presidenziali, l'artefice unico della riduzione del tasso di violenza nella città. A livello nazionale il 1993, anno in cui fu eletto Giuliani, segnò l'apice di incidenza per molti reati mentre il 2000 il 2001, ultimi anni dell'era Giuliani e della sua "tolleranza zero", ne registrarono il minimo storico. Alcuni studiosi ritengono che l'aumento degli omicidi registrato negli anni Ottanta fosse in parte imputabile a giovani armati coinvolti nel mercato del crack. "Nel 1993 - a giudizio di Alfred Blumstein, criminologo della Carnegie Mellon University di Pittsburgh - iniziarono a diffondersi voci sulla pericolosità del crack e la domanda crollò. Si registrò un costante calo degli arresti per possesso illegale di armi. In parte esso fu dovuto all'enorme sviluppo economico degli anni Novanta, che offrì ad alcuni di quei giovani occupazioni lecite, e in parte allo straordinario numero di carcerazioni".
Gli anni Settanta e Ottanta hanno visto una politica sempre più repressiva. Il numero degli americani dietro le sbarre è passto da circa 600 mila dei primi anni Settanta ai 2,2 milioni odierni. George Kelling, criminologo della Rutgers University, considerato uno dei padri delle strategie newyorkesi contro il crimine, afferma che il merito del maggior calo della criminalità registrato a New York rispetto alla maggioranza delle altre città continua a essere attribuibile proprio a quelle strategie: "Una buona gestione dell'ordine pubblico". Non solo "tolleranza zero". Furono messe in pratica altre teorie, come la cosiddetta filosofia dei "vetri rotti". Partendo dal presupposto che vetri rotti, marciapiedi sporchi, scritte sui muri, consumo di alcolici in pubblico, erano un segnale di incoraggiamento per il vandalismo e altre forme di criminalità più gravi, fu avviata una campagna di lotta su vasta scala contro il degrado urbano. Il Dipartimento di polizia di New York City utilizzò anche i computer per analizzare le tendenze della criminalità in modo da poter concentrare risorse in areea forte incidenza di reati. E le cose cambiarono. (31 dicembre 2007) (da www.repubblica.it)

COMMENTO 2007

NIHIL SUB SOLE NOVI
# .Nel corso del 2007, ho raccolto nel mio blog “Zibaldone medico- legale” (http://giustogiusti.blogspot.com) 276 post di interesse medico- legale. Beninteso non posso avere la pretesa di avere completato la raccolta, neppure nei settori più importanti, come per esempio l’omicidio, perché numerosi dati possono essermi sfuggiti, o io stesso posso averli considerati di scarso interesse generale. In una ricerca di qualche anno fa, eseguita a tappeto in internet e sui quotidiani, le notizie non riportate circa l’omicidio erano il 6%, come si è dedotto dopo l’arrivo dei dati ufficiali dell’ ISTAT. E’ altrettanto evidente che l’importanza delle notizie raccolte dipende dalla mia valutazione, e dunque manca un criterio oggettivo che la giustifichi. Tuttavia, posso riconoscere, del tutto soggettivamente, che il filo che ha guidato le mie scelte è rappresentato dal desiderio di verificare se nella società italiana del 2007 vi siano tendenze che modificano le tendenze precedenti, in modo sia qualitativo sia quantitativo. Di questo possiamo parlare.
# E’ in primo luogo molto chiaro che l’interesse per la medicina legale è assai aumentato, e che i media attribuiscono alla mia disciplina dei poteri che, chi la pratica, non si sogna di attribuirle. Esistono alcuni problemi irrisolti in medicina legale, per esempio la determinazione dell’ora della morte, nonostante gli sforzi che ciascuno di noi (quorum ego) vi ha dedicato. Esistono vaste zone territoriali in cui manca un minimo supporto logistico e tecnico: tra i miei, anche recenti, ricordi vi è l’autopsia praticata nella bara o sul cancello del cimitero, in mancanza del tavolo settorio in alcuni cimiteri, mentre ricordo che fra le dozzine di cimiteri frequentati soltanto uno era “a norma” con le prescrizioni del Regolamento di Polizia mortuaria. Operare in condizioni difficili porta ad errori, anche gravi. Esistono ancora serie difficoltà, negli ospedali, a praticare esami radiografici del cadavere, per non parlare della cosiddetta “autopsia virtuale” (TAC o RMN del cadavere). Nell’esercizio della medicina legale vi è tuttavia un errore di sistema, che attiene al valore da attribuirsi al parere del medico legale, e questo, a sua volta, si collega con la preparazione tecnica- che deve in primo luogo essere medica- di numerosi periti che tali non sono.
# Tale interesse si estende alle scienze forensi, che in internet e nei reportages giornalistici appaiono come arti magiche capaci di risolvere i problemi più astrusi. Le tecniche del DNA sono entrate nel patrimonio dell’indagine forense, e sono abitualmente impiegate, anche da chi non ne mastica. Esempi molto recenti mostrano che le tecniche del DNA debbono sempre accompagnarsi all’indagine sul campo da parte della Polizia, altrimenti non se ne esce.
# Tra i fatti più significativi che si rincorrono nel blog, ricordo gli omicidi in famiglia, apparentemente aumentati di numero, talvolta con plurime vittime, specie bambini. Appaiono in diminuzione gli omicidi della criminalità organizzata, cosicchè mi sembra probabile che il numero totale degli omicidi si attesti sui valori dell’anno scorso 2006 (poco più di 600, cioè una cifra molto bassa). Anche il numero degli incidenti stradali mortali e degli infortuni mortali sul lavoro non pare in aumento, tuttavia è opportuno attendere i dati dell’ISTAT prima di trarre conclusioni. La cd. “malasanità” non dovrebbe essere oggetto di valutazione prima della conclusione dell’iter processuale, perché molti processi si concludono con l’assoluzione degli imputati.
# Una novità è rappresentata dalla comparsa, sul mercato italiano, di oggetti e giocattoli pericolosi, provenienti dalla Cina. Se ne sta occupando a fondo la Procura di Torino.
# Mi preoccupano le azione etero- ed auto lesive dei malati di mente, e temo che tali azioni dipendano, almeno in parte, da mancanza o inappropriatezza delle cure psichiatriche. Vorrei ricordare ai colleghi psichiatri la parabola del Buon Pastore, che andava in cerca della pecorella smarrita: con ciò, intendo la necessità che i servizi psichiatrici vadano in cerca dei loro malati, senza aspettare che si facciano vivi da sé, perché questo atteggiamento può portare a seri problemi. Intendo affrontare questo tema in maniera approfondita in altra sede.
# Suscitano il mio orrore i casi di neonati abbandonati, o gettati via, o uccisi. Ricordo che la madre, che partorisca in ospedale, ha il diritto di non essere nominata, e cioè di non riconoscere il bambino, rendendolo così adottabile in tempi brevi, e soprattutto lasciandogli la vita.
# Donne e bambini continuano ad essere le vittime più frequenti di delitti contro la persona.
#L’uso di alcool e stupefacenti è relativamente diffuso nella popolazione, l’eroina ha ceduto il passo alla cocaina, ed è tornato l’hashish ad alta concentrazione di THC. La Polizia ed i Carabinieri hanno imparato che queste sostanze sono pericolose, specie se assunte da un conducente di autovettura, e almeno l’etilometro comincia a diffondersi, ma non è ancora abbastanza.
# Infine, sono in serio aumento i reati in cui, come popolo, siamo specialisti, e cioè le truffe, contro le ASL, l’ INPS, ecc., alcune davvero ingegnose.
# Con questo, pongo termine a questo breve commento. Se volete postare su qualche punto specifico, andate allo Zibaldone. Usate la funzione “cerca nel blog”, che è supportata da Google, e dunque molto efficiente. Questo commento compare anche nello Zibaldone. Non mi resta altro che augurare a tutti un Felice Anno Nuovo.

domenica 30 dicembre 2007

RESTI OSSEI

Mi sa tanto che questo è un lavoro per Franco Paribello.
30 dic 19:44
Nuoro: trovati resti donna, forse rapita nel 1995
NUORO - I resti del corpo di una donna sono stati trovati oggi dai carabinieri nelle campagne di Orani, in provincia di Nuoro. Le ossa si trovavano in un anfratto roccioso. Per ora non si conosce l'identita' della donna - per questo servira' l'esame del dna - ma non si esclude che il cadavere possa essere quello di Vanna Licheri, la 68enne rapita nel suo podere di Abbasanta (Oristano) il 14 maggio 1995 e mai tornata a casa. (Agr)

INFORTUNIO SUL LAVORO

Rogo Thyssen, morto il settimo operaio
Non ce l'ha fatta Giuseppe Demasi, 26 anni. Il decesso al CTO di Torino
NOTIZIE CORRELATE
Torino, incendio in acciaieria
I funerali degli operai - Foto
Rogo in acciaieria, morto il quinto operaio
Incendio Thyssen, morto il sesto operaio
Il card. Poletto: «Ognuno si assuma la sua responsabilità» - Video

TORINO - Sale il tragico bilancio del rogo all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino. Non ce l'ha fatta Giuseppe Demasi, 26 anni, uno degli operai rimasti feriti nella notte tra il 5 e il 6 dicembre scorsi. Demasi, l'unico ancora in vita dei sette operai rimasti feriti nella fabbrica torinese, è morto per arresto cardiocircolatorio alle 13,40 nel reparto grandi ustionati del CTO di Torino. Le sue condizioni, gravissime fin dai primi momenti dopo l'incendio a causa delle ustioni riportate, si erano ulteriormente aggravate negli ultimi giorni.
LUNGA LISTA DI VITTIME - Il nome di Giuseppe Demasi si aggiunge alla lunga lista delle vittime dell’acciaeria di corso Regina Margherita: Antonio Schiavone morto sul colpo, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò. Demasi era stato sottoposto a tre interventi chirurgici, ma nei giorni scorsi le sue condizioni si erano aggravate.
30 dicembre 2007 (www.corriere.it)

sabato 29 dicembre 2007

MORTO DI FREDDO IN OSPEDALE

dalla gazzetta del mezzogiorno del 28 dicembre

Muore di freddo in ospedale istituita commissione d'indagine
Creata su istanza della Direzione Generale della Asl Bat. Verificherà le cause del decesso di Salah Bensadah. Il marocchino di 43 anni residente ad Andria (Bari), è morto lo scorso 20 dicembre nella clinica di Spinazzola dove era giunto in coma dopo essere rimasto per circa dieci ore nel pronto soccorso del «Bonomo» di Andria
BARI – La direzione generale della Asl Bat ha istituito una commissione di indagine, che ha già compiuto alcuni accertamenti, per verificare le cause del decesso di Salah Bensadah, il marocchino di 43 anni morto all’alba del 20 dicembre scorso nell’ospedale di Spinazzola (Bari) dove era giunto in coma dopo essere rimasto per circa dieci ore nel pronto soccorso del «Bonomo» di Andria dove non sarebbe stato adeguatamente curato. Per la sua morte sono indagate sei persone: cinque medici dell’ospedale di Andria e uno dell’ospedale di Spinazzola. “Ferma restando la volontà della direzione generale di chiarire quanto accaduto proprio attraverso le indagini della commissione – è detto in una nota della direzione generale della Asl – dai primi accertamenti effettuati risulta che non c'è stata interruzione di assistenza tra l’arrivo dell’uomo all’ospedale di Andria e il successivo trasferimento all’ospedale di Spinazzola”. “L'uomo, che durante il giorno è stato sottoposto più volte a controlli e indagini emato-chimiche e strumentali – è detto ancora – si è allontanato diverse volte volontariamente dal pronto soccorso”. “Alle 22 del 19 dicembre constatata una ipoglicemia non presente nei controlli effettuati durante il giorno – conclude la nota – il paziente è stato stabilizzato e trasferito nel reparto di Medicina Generale di Spinazzola”. La commissione d’inchiesta è stata istituita con delibera del 24 dicembre scorso. Ne fanno parte il direttore sanitario della Asl della sesta provincia, Nicola Silvestri, Francesco Vinci, professore associato di medicina legale presso l'Università di Bari e Vito Procacci, direttore della struttura complessa di accettazione e pronto soccorso degli ospedali Riuniti di Foggia.28/12/2007
Caro Nicola e caro Francesco, se mi leggete fatemi sapere quello che è successo. Questo blog è a vostra disposizione.

STRAGE IN FAMIGLIA

Un père soupçonnéd'avoir tué ses trois enfants
S.P. (lefigaro.fr), avec AFP et AP28/12/2007 Mise à jour : 10:45
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L'homme, âgé de 37 ans, a tenté de se suicider à l'arme blanche après ce drame survenu vendredi matin dans l'Oise.
La famille habitait au troisième étage d'une petite résidence. Une famille aujourd'hui décapitée. Le père est soupçonné d'avoir tué à l'arme blanche ses trois enfants, deux garçons et une fille âgés de trois à sept ans, avant de tenter de se suicider vendredi matin à Bornel (Oise), à environ 35 km de Beauvais.
L'homme, qui serait âgé de 37 ans selon le maire de la commune, a été hospitalisé, ainsi que la mère des enfants, qu'il n'aurait pas agressée. «Une dispute conjugale serait à l'origine de cet acte désespéré», indique t-on du côté de la gendarmerie.
Il s'égorge sur le parking
«J'ai été prévenu par un adjoint qui habite dans le même immeuble et qui avait entendu des cris», a encore déclaré le maire de la commune, qui s'est rendu sur place «vers 5 h 30». «Les pompiers sont arrivés devant moi. J'ai vu le père de famille sur le parking de la résidence, où il a apparemment tenté de se suicider en s'égorgeant ou en se coupant l'artère fémorale.»
«Actuellement, personne ne peut sortir du parking ou s'y rendre, les gendarmes y cherchent des indices», a-t-il précisé. «La scène devait être horrible, j'ai entendu un officier de gendarmerie interdire à certains gendarmes d'entrer dans le logement à cause de cela.»
La brigade de recherches (BR) de Méru a été chargée des investigations. Trois techniciens d'identification criminelle (TIC) étaient vendredi matin dans l'appartement afin de prélever des indices leur permettant de déterminer les circonstances exactes du drame.

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Mon figaro Wikio
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venerdì 28 dicembre 2007

VIOLENZA E RAPINA

La prende a calci e pugni, poi la violenta: arrestato un romeno
VERONA (28 dicembre) - Un ventiduenne romeno è stato fermato dai carabinieri per aver picchiato, violentato e poi rapinato una veronese di 50 anni. La vittima stava rientrando a casa a piedi quando è stata aggredita dall'uomo che l'ha trascinata di forza lontano dalla strada, in un luogo appartato. Qui l'aggressore l'ha riempita di calci e pugni per rendere la vittima inerte e la ha poi violentata ripetutamente. Quindi il giovane l'ha derubata fuggendo. La donna, sebbene malconcia, è riuscita a trascinarsi sino ad una casa e a chiedere aiuto, prima di essere portata in ospedale per essere medicata. Sulla base della descrizione dell'aggressore da lei fornito, i carabinieri di San Bonifacio hanno avviato le indagini che hanno portato, alcune ore dopo il fatto, al fermo del giovane romeno, che lavora come operaio e risiede nello stesso comune veronese. (da ilmessaggero.it)

CENA E VIOLENZA

Violentata dal clochard invitato a cena per Natale
TRENTO (28 dicembre) - Aveva pensato che per Natale tutti dovessero avere una casa e lei ha offerto la sua ospitalità anche a uno straniero alloggiato nel dormitorio. Ma la risposta alla sua disponibilità è stata una violenza sessuale. E' accaduto a Trento, la vittima una giovane di 24 anni, sposata. Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile, la giovane donna, dopo aver trascorso la serata con il marito e un loro conoscente marocchino di 43 anni, ha proposto di accompagnare in auto l'ospite nel dormitorio della città dove aveva trovato alloggio. Prima di arrivare, lo straniero ha convinto la donna a fermarsi in una piazzola e a questo punto avrebbe abusato di lei, minacciandola di ritorsioni nel caso avesse raccontato tutto. La donna, tornata a casa, si è però subito confidata con il marito ed è andata all'ospedale. Le successive indagini della polizia hanno consentito di rintracciare il marocchino che è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale. (da ilmessaggero.it)

DELITTO IN FAMIGLIA

UDINE (28 dicembre) - Un uomo di 52 anni ad Attimis ha ucciso la moglie di 63 anni e poi si è suicidato. Il fatto è avvenuto nell'abitazione della coppia. L'uomo si chiamava Lino Giacomini e aveva 52 anni, la moglie Avina Scuor aveva 63 anni. Vivevano in una casa di proprietà nel paesino a pochi chilometri da Udine. E' il terzo fatto di sangue in famiglia avvenuto in Friuli nell'ultimo mese: il primo è avvenuto a Tarcento (Udine) a fine novembre: un uomo di 38 anni uccise il figlio di quattro e la moglie prima di suicidarsi. Il secondo a Molin Nuovo, alle porte di Udine, il 15 dicembre scorso quando una donna di 41 anni uccise il figlio di sette e ferì una figlia di nove con un coltello da cucina. (da ilmessaggero.it)

giovedì 27 dicembre 2007

D'ANIELLO E JOURDAN

Ricevo da www.simlaweb.com la notizia della morte di Marinella D'Aniello, associato di medicina legale alla Federico II° di Napoli, e di Stefano Jourdan, direttore della Unità operativa della ASL 1 di Torino. Alle famiglie, l'espressione del mio dolore.

STRAGE IN FAMIGLIA

STRAGE AD ASSAGO, ALLE PORTE DI MILANO (da www.corriere.it)
Uccide moglie e suocero e poi si spara
Fa fuoco contro la donna e il padre di lei durante una lite. L'uomo voleva trasferirsi alle Mauritius con uno dei figli
MILANO - Vigilia di Natale di sangue in una casa di Assago, comune di circa 8 mila abitanti nella provincia di Milano. Un uomo, sembra dopo un litigio per futili motivi, ha ucciso a colpi di pistola sua moglie ed il suocero. Poi si è suicidato.
STRAGE IN FAMIGLIA - Il killer è Raffaele Saracino, 51 anni, il quale durante una lite famigliare all'interno della propria abitazione, ha sparato freddando la moglie Graziella, 46 anni, e il suocero Angelo Murgolo di 70 anni. Poi ha rivolto la pistola verso di sè e ha esploso un altro colpo, togliendosi la vita.

LA PISTOLA - I carabinieri stanno indagando su come Saracino abbia potuto entrare in possesso di una pistola che aveva la matricola abrasa. Forse si trattava di un'arma rubata. Secondo la ricostruzione dei militari, alla sparatoria era presente anche un fratello di Graziella Murgolo, che però è riuscito a fuggire. I rapporti tra Raffaele Saracino e la moglie, dalla quale ha avuto tre figli, erano da tempo compromessi e l'uomo, in passato, aveva avuto problemi con il nucleo famigliare della donna. La tragedia è avvenuta nel tardo pomeriggio della vigilia di Natale, che Saracino e la moglie non avevano intenzione di trascorrere con i suoceri.I MOTIVI DELLA LITE - A scatenare la lite sarebbe stata l'intenzione di Raffaele di trasferirsi con la propria attività di impianti idraulici alle isole Mauritius. Dagli elementi raccolti dai carabinieri di Corsico, dopo aver sentito due dei tre figli della coppia (la terza ha solo 11 anni) è infatti emerso che la situazione familiare sarebbe peggiorata con l'ideea del trasferimento di Saracino. L'uomo avrebbe avuto intenzione di portare con sè un figlio. La preoccupazione di vedere disgregato il nucleo famigliare aveva fatto sì che da parte dei genitori di Graziella Murgolo, la moglie di Saracino, vi fosse una ferma opposizione, fonte di litigi, intensificatisi negli ultimi tempi. Fino al tentativo di riappacificazione, naufragato, nel pomeriggio della vigilia di Natale e finito in tragedia.
24 dicembre 2007(ultima modifica: 26 dicembre 2007)

lunedì 24 dicembre 2007

domenica 23 dicembre 2007

INFERMIERE

Ricordo di aver detto che la categoria più frequentata da serial killer erano gli infermieri. Forse per eutanasia. Leggi
Belgio: infermiere confessa di aver ucciso pensionati in ospizio
23 dic 19:40 Cronache
BRUXELLES - Un infermiere di un casa di riposo belga ha confessato oggi di avere ucciso quattro pensionati con una overdose di insulina. L'uomo, secondo il procuratore di Gand, e' accusato anche di un altro omicidio. Rimane ancora sconosciuto il movente. (Agr)

sabato 22 dicembre 2007

BIOMETRIA

Bertillon non l'avrebbe mai immaginato che i suoi sforzi per identificare fisicamente i pregiudicati avrebbero avuto tanto successo, cambiando qualcosa, naturalmente. L' FBI spenderà un miliardo di dollari per allestire un database che consentità di identificare le persone attraverso l'iride, il viso, le impronte digitali. Ne dà notizia il Washington Post http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/12/21/AR2007122102544.html?nav%3Dhcmodule&sub=new

PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

Firenze,giudice:ok test su embrioni
Sentenza su procreazione assistita
Se c'è il rischio di trasmettere una malattia genetica è lecito eseguire i test sugli embrioni da impiantare in una fecondazione assistita. Lo decide un giudice di Firenze con una ordinanza con valore di sentenza. Protagonista è una coppia 30enne milanese che ha presentato ricorso contro il Centro Demetra. Lei è portatrice della esostosi, che genera la crescita smisurata della cartilagine delle ossa, malattia con trasmissibilità superiore al 50%
"La decisione scardina la legge sulla fecondazione assistita", commenta l'avvocato Gianni Baldini, docente di biodiritto all'università di Firenze e legale dell'associazione "Madre provetta".Il giudice stabilisce anche che è lecito rifiutare il numero obbligatorio di tre embrioni se una gravidanza gemellare può mettere a rischio la salute della madre. "L'ordinanza non è revocabile - ha detto l' avvocato Baldini - quindi se il Centro Demetra non farà ricorso in appello diventerà esecutiva".Da parte sua il legale del Centro Demetra, Cristina Baldi, spiega che "il rifiuto di svolgere test sugli embrioni è avvenuto a norma di legge. Non si poteva decidere diversamente. In base alle più diffuse interpretazione di legge non era possibile dire si' a quella domanda".
(dal tgcom del 22.12.07)

mercoledì 19 dicembre 2007

COLPEVOLE DI CHE?

Vi ricordate di quella ragazza saudita che era stata violentata da 7 uomini, e che per questo era stata condannata a 6 mesi di galera e a 200 frustate? Il caso aveva suscitato l'indignazione internazionale, ed anche la mia. Adesso il re Abdullah dell'Arabia saudita l'ha perdonata, e a questo, nel mio piccolissimo, ho contribuito anch'io. Sono contento dell'esito, ma non del modo: che cosa deve farsi perdonare? La legge va cambiata. Leggi dal corriere.it
la decisione del Re saudita Abdullah
Graziata la ragazza stuprata e condannata
La giovane doveva essere punita con 200 frustate e il carcere per aver violato la legge islamica
NOTIZIE CORRELATE
La notizia sul New York Times
La notizia sulla Cnn
MILANO - Il re saudita Abdullah ha concesso la grazia alla «giovane di Qatif», dal nome della città dell'Est dove tutto è successo due anni fa: una ragazza di 19 anni che parla in auto con un ex fidanzato, senza nascondersi. Sette uomini che li sorprendono, li rapiscono, li violentano entrambi. Una prima condanna da 10 mesi a 5 anni per gli stupratori. E per i due giovani 90 frustate ciascuno. Poi l'appello dell'avvocato di lei, noto difensore dei diritti umani. E 18 mesi dopo la nuova sentenza. Per la donna che ha osato infrangere il tabù della segregazione tra sessi, pena aggravata: 200 frustate, sei mesi di carcere. L'adolescente vittima di una violenza di gruppo era così stata umiliata di nuovo, questa volta dalla giustizia del suo Paese. Anche perché lei, la ragazza senza nome, fa parte della minoranza sciita, da sempre discriminata mentre i violentatori sono sunniti.
INDIGNAZIONE INTERNAZIONALE - Il caso aveva sollevato l'indignazione internazionale. La vasta eco avuta sui media di tutto il mondo e le critiche di numerosi governi occidentali e organizzazioni umanitarie avevano messo in imbarazzo la famiglia reale saudita. Che, dopo due anni, ha deciso di graziare la giovane. La notizia diffusa su al-Jazira, è stata ripresa anche dal sito della Tv satellitare al-Arabiya.Il sovrano «è l'unico ad avere il diritto di stabilire quali siano gli interessi generali nell'esecuzione di queste pene» ha spiegato il ministro della Giustizia Abdullah bin Muhammad al al-Sheikh, aggiungendo che il «perdono» del sovrano «viene emesso quando si ritiene che siano nell'interesse comune». Il ministro ha ricordato come il monarca saudita abbia più volte invitato i tribunali del paese a essere giusti nelle loro sentenze. (19.12.07)

lunedì 17 dicembre 2007

CICA

Cosa diavolo è il CICA? L'acronimo significa Criminal Injuries Compensation Authority. Si trova in Gran Bretagna e puoi leggere qui la sua natura, scopi, funzioni https://www.cica.gov.uk/portal/page?_pageid=736,1&_dad=portal&_schema=PORTAL
In breve, è un ente che indennizza le vittime innocenti di atti criminali, con una somma analoga a quella che avrebbe ottenuto dopo una causa civile. Un anticipo, insomma. Pare che la cosa funzioni, e funzioni bene. Ma siamo in Gran Bretagna.
Ho pensato: sarebbe fattibile in Italia?
Pensaci, ma prima rileggi il post precedente.

TRUFFE ALL'INPS

A Salerno, truffe all' INPS per 60 milioni. 35 persone denunciate. Leggi qui http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_17/truffe_inps_c7f27146-aca3-11dc-b79e-0003ba99c53b.shtml
Non c'è che dire, lo ripeto da sempre, siamo un paese di truffatori, e nessuna istituzione può reggere e controllare se intere popolazioni si mettono d'impegno a truffarla. Tra queste, ASL e INPS e Comunità Europea sono in prima linea. Dopo lo Stato, naturalmente. E non c'è nulla da fare se il capo delle guardie è anche il capo dei truffatori, come già si è visto in un passato recente. Nel suo piccolo, il capo dei vigili della capitale è un apprendista. Queste cose sono sempre accadute in questo paese: vi ricordate il capo di stato che aveva stipulato un'assicurazione con il più grande assicuratore del paese nemico? Sì, proprio quello che poi era scappato via. Suo padre invece era stato implicato in una brutta storia con la Banca romana, agli inizi del XX secolo.
Francamente ho perso ogni speranza, a meno che non si voglia tornare all'epoca dei liberi comuni, quando l'unità amministrativa era tanto piccola da rendere evidente qualunque impiccio qualcuno volesse mettere in piedi, e quindi facile da smascherarsi e combattersi, a proprio beneficio, beninteso.

ancora uccisione di figlia disabile

Pesaro, uccide figlia disabile (tgcom 17.12.07)
La donna tenta il suicidio:grave
Una donna di 50 anni ha ucciso la figlia disabile di 22 anni tagliandole la gola con un coltello: subito dopo la donna ha cercato di suicidarsi usando la stessa arma. E' stata ricoverata in gravissime condizioni nell'ospedale regionale di Torrette, ad Ancona. Il fatto è avvenuto in località Monteporzio, nel territorio comunale di Fano. Ascoprire quanto era accaduto è stato il marito della cinquantenne, un agricoltore.
Rientrato a casa, una cascina ritrutturata lungo la strada Valecesana,l'uomo ha trovato il corpo della moglie riverso a terra accanto al letto della figlia, con ferite al collo e all'addome. La donna era ancora cosciente, mentre per la giovane non c'era più nulla da fare. Nonostante la gravità delle lesioni che si era procurata, la cinquantenne - che non sarebbe in pericolo di vita - è riuscita a parlare e a confessare quanto aveva fatto.
La ragazza, si è appreso, era gravemente disabile dall'età di quattro anni, e sembra che la madre, una casalinga, patisse molto questa condizione, che necessitava di continua assistenza e attenzione.

UCCIDE FIGLIA DISABILE

Rivoli,uccide la figlia in ospedale (tgcom 17.12.07)
Era ricoverata per problemi psichici
Tragedia familiare all'ospedale di Rivoli, in provincia di Torino, dove una 60enne, Graziella Vighetto, ha ucciso con una coltellata alla gola la figlia 41enne, Susanna Blandino, ricoverata per gravi problemi psichici. L'omicidio è avvenuto all'interno del nosocomio. Sul luogo del delitto è intervenuta una volante del commissariato di Rivoli. La donna, disperata, ha detto soltanto che non ce la faceva più a sopportare la grave malattia della figlia.
La donna è stata subito arrestata dalla Polizia. L'omicida è stata accompagnata al Commissariato di Rivoli e gli inquirenti stanno valutando se nel gesto della donna ci fosse premeditazione.

NEONATI BUTTATI VIA

Varese, trovato neonato abbandonato (tgcom 17.12.07)
Era in un cassonetto, si cerca la madre
Un neonato è stato trovato abbandonato in un cassonetto dove vengono raccolti gli abiti usati a Cassano Magnago, in provincia di Varese. Il piccolo, di carnagione chiara, è stato trovato da due extracomunitari di passaggio avvolto in un asciugamano, semiassiderato ma vivo. E' stato subito portato in ospedale: secondo i medici era stato partorito da poche ore. Indagini sono in corso per individuare la madre.
Stefano, così è stato chiamato, deve la vita a due sudamericani dipendenti di una ditta di autotrasporti, Miguel Rivas e Ibar Borda Agnes. Il primo a raccogliere il sacchetto, del tipo usati per la spesa, è stato Miguel che inizialmente pensava potesse contenere un gatto. Poi, resosi conto che in realtà era un neonato con ancora attaccato il cordone ombelicale, ha avuto paura.
In quel momento sono transitate Ida Dissimile e Antonella Pignataro che abitano nella struttura che al pianterreno ospita un supermercato della catena Gs. Una stava accompagnando il figlio a scuola, l'altra era diretta al lavoro.
Così mentre veniva chiamato il 118, le due donne si sono premurate di portare il neonato all'interno del supermercato dove gli addetti lo hanno avvolto in alcune coperte e poi adagiato sotto i soffioni dell'aria calda.
In pochi minuti è arrivata l'ambulanza e subito dopo i carabinieri. Stefano è stato portato all'ospedale "Filippo Del Ponte" di Varese in condizioni definite piuttosto gravi. Tuttavia i medici non lo ritengono in pericolo di vita anche se per precauzione mantengono riservata la prognosi.

ANCORA STRAGE IN FAMIGLIA

Madre e figlia uccise in casa (da tgcom 17 dic. 2007)
Alessandria,Cc interrogano capofamiglia
Nuova strage in famiglia, questa volta nell'Alessandrino. Una donna di 54 anni, Mariangela Navone, e la figlia di 21, Antonella Grassano, sono state trovate uccise nella loro abitazione di Arquata Scrivia. I carabinieri hanno trovato in casa il capofamiglia, in stato confusionale. Ora l'uomo è sotto interrogatorio. Le vittime sono state ritrovate nei rispettivi letti con la testa fracassata appoggiata al cuscino.
Le due donne - secondo l'agenzia Ansa - sono state uccise a martellate. L'arma è stata ritrovata in un cesto, in cucina, ripulita. Il duplice omicidio potrebbe risalire a domenica mattina. L'allarme è stato dato da due colleghi della donna che lavoravano con lei presso il Comune di Arquata Scrivia. Preoccupati per l'assenza al lavoro, i due sono andati a casa di Mariangela Navone dove hanno trovato la porta aperta. Entrati, hanno scoperto i cadaveri. I carabinieri, giunti sul posto, hanno trovato il marito di Mariangela Navone, Angelo Grassano, 55 anni, stordito, nel suo laboratorio di falegnameria al piano terra dello stesso edificio. L'uomo è stato portato in caserma.

domenica 16 dicembre 2007

CONTINUA LA STRAGE IN FAMIGLIA

CARABINIERI CERCANO L'EX-CONVIVENTE E PADRE DEL BIMBO
Catania: uccisi madre e figlio di 4 mesi
La donna aveva 24 anni. Massacro poche ore prima del battesimo del piccolo Francesco. Fermato un uomo

CATANIA - Una giovane madre di 24 anni, Giovanna Toscano, e il figlio Francesco di 4 mesi sono stati uccisi a coltellate nella loro abitazione a Guardia Mangano, una frazione di Acireale (Catania). Il piccolo Francesco, secondo alcuni parenti radunati davanti la casa della donna, è stato ucciso poche ore prima di essere battezzato questo pomeriggio nella chiesa madre della piccola frazione acese. Un delitto terribile e inspiegabile. A trovare i due corpi, verso le 16, sono stati i genitori della donna che si erano recati a casa della figlia e del nipote per andare insieme in chiesa per celebrare il battesimo del piccolo Francesco. Sono stati loro ad avvertire i carabinieri che nel tardo pomeriggio nei pressi di Enna hanno fermato un uomo che era alla guida di una Fiat Punto, intestata alla donna. L'uomo, di cui non sono state rese note le generalità, sarebbe stato fermato dopo un incidente. Potrebbe trattarsi del convivente della donna, un quarantenne disoccupato, padre del bambino.
16 dicembre 2007

sabato 15 dicembre 2007

COSMETICI CINESI

Se vai alla funzione "cerca nel blog" e batti "cina" sulla stringa, ti compaiono i miei post da agosto ad ottobre, che riguardano pericolose importazioni dalla Cina e l'incoraggiamento al Procuratore aggiunto di Torino, dr Guariniello, a indagare a fondo. Questa volta è un caso di allergia a cosmetici in una bambina siciliana, salvata per le tempestive cure.
Da www.tgcom.it del 15 dicembre
Si trucca: malore per bimba
Trapani, inchiesta su cosmetici cinesi
Sarà aperta un'inchiesta per l'episodio accaduto a una bambina di dieci anni che, a Salemi (Trapani), dopo essersi truccata usando cosmetici di origine cinese, ha avuto uno shock anafilattico. La bimba, che partecipava a una recita scolastica, si è sentita improvvisamente male, accusando gonfiori al viso e alla lingua. Sul fatto indagano i carabinieri che hanno sequestrato la trousse sospetta.
I prodotti le erano stati donati da un'associazione come premio per un concorso di disegno. La bambina si trovava a scuola e si era truccata per le prove di una recita natalizia quando si è sentita male. "La situazione - hanno spiegato successivamente i medici - rischiava di precipitare".
Secondo le ultime stime Ocse, l' Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, il mercato dei prodotti cosmetici contraffatti è in crescita e il primo paese produttore risulta proprio la Cina. Il mercato dei falsi, secondo i dati dell’Ocse, supera ogni anno circa 200 miliardi di dollari, pari al 2% del commercio mondiale.
Mentre venti anni fa la contraffazione interessava soprattutto i beni di lusso, però, nel 2006 oltre 1,6 milioni di beni "tarocchi" bloccati alle frontiere esterne dell'Ue erano cosmetici o prodotti per la cura del corpo. Ma da dove arrivano i trucchi contraffatti? La Cina ne produce il 37% del totale, seguita da Indonesia (19%), Ucraina (16%) ed Emirati Arabi (10%), e nella sola Regione del Golfo questo mercato è diventato un affare da 210 miliardi di dollari. Complessivamente, il mercato del falso di cosmetici e farmaci conta un giro di affari di circa 500 milioni di euro.
Il fenomeno dei prodotti a basso costo che arrivano dall'Oriente allarma i sanitari ma anche gli investigatori siciliani che temono danni più seri sulla salute dei bambini. La Sicilia, infatti, negli ultimi anni è diventata il regno dei falsari, che importano merci a basso costo e la distribuiscono poi in tutto il Mezzogiorno. L'anno scorso la Guardia di Finanza ha sequestrato nell'isola quasi mezzo milione di prodotti contraffatti. Sul podio del "tarocco" ci sono i giocattoli, seguiti da abbigliamento e alimentari. Adesso anche i cosmetici si aggiungono alla lista dei prodotti falsi e pericolosi per la salute di adulti e bambini.

MORTE DOPO CORONAROGRAFIA

MESSINA (15 dicembre) - Ancora un'altra denuncia negli ospedali italiani. Un cinquantenne è morto dopo un'angiografia coronarica. Il sostituto procuratore di Messina ha perto un'inchiesta sulla morte del funzionario della Dia di Catania, Antonino Leo di 50 anni, deceduto la scorsa notte nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Vincenzo di Taormina (Me). La moglie della vittima ha presentato un esposto al commissariato di Taormina chiedendo accertamenti sul decesso del marito e eventuali responsabilità mediche. Antonino Leo era cardiopatico ed era stato ricoverato per un'operazione di angiografia coronaria, durante la quale il suo cuore si è fermato. Secondo i medici dell'ospedale, l'intervento sarebbe riuscito perfettamente. Il sostituto procuratore Cavallo ha disposto l'autopsia sul cadavere. (da ilmessaggero.it)

Questa volta il morto era persona importante, ed è auspicabile che le indagini vadano fino in fondo.

FALSI ORTOPEDICI

FROSINONE, 15.12.07- (da www.iltempo.it del 15/12)- Falsi ortopedici denunciati dai militari del nucleo antisofisticazioni di Latina. Nel corso delle indagini mirate a scoprire i falsi medici in tutto il territorio nazionale, i carabinieri del Nas hanno scovato marito e moglie, titolari di una parafarmacia ubicata in una zona limitrofa al capoluogo ciociaro, intenti a prescrivere attrezzature ortopediche.
Nello specifico la coppia, 30 anni lei, 50 anni lui) pur non avendo nessun titolo di studio per poter esercitare la professione di ortopedici, sottoponevano i clienti che si recavano nella parafarmacia, a terapie che soltanto un medico del ramo avrebbe potuto prescrivere. Piedi piatti, ginocchia valghe, artrosi, scoliosi, tutte le patologie venivano «studiate» dai due finti dottori i quali provvedevano poi a far acquistare ai pazienti le opportune attrezzature per una sana correzione delle ossa. Dalle indagini portate avanti dai carabinieri del Nas i due erano in contatto con una ditta romana che provvedeva a spedire loro il materiale ortopedico richiesto. La storia andava avanti già da qualche anno. La moglie responsabile legale della società, teneva i conti della cassa. Poco importava se poi le terapie che prescrivevano avrebbero potuto ledere la salute dei cittadini. L'importante era guadagnare bene alle spalle di tanti sprovveduti. I carabineri del nucleo antisofisticazioni, agli ordini del capitano Minicelli, dopo aver fatto scattare la denuncia nei confronti dei due conigiugi per truffa ed esercizio abusivo della professione, hanno provveduto a sequestrare tutto il materiale sanitario rinvenuto all'interno del locale. A seguito di tali fatti è stata presentata un'informativa alla procura della repubblica di Frosinone.
15/12/2007

STRAGI IN FAMIGLIA

Vanno a grappoli, per qualche tempo niente, poi d'un tratto, alcuni casi insieme. E' quello che è accaduto il 14 dicembre. Te li invio tutti insieme.

Udine, madre uccide il figlio di 7 anni per un litigio (www.ilmessaggero.it del 15/12/07)
UDINE (15 dicembre) - Una donna di 41 anni ha ucciso il figlio di sette questa mattina a Udine. La donna ha colpito il bambino con alcune coltellate al petto e all'addome. A scatenare la furia della donna sarebbe stata la disobbedienza del figlio dopo un rimprovero. L'omicidio è avvenuto in un appartamento di via Molin Nuovo. E' stata la sorellina di nove anni ad accorgersi di quello che stava accadendo e a dare l'allarme chiamando al cellulare il papà, un idraulico, che era al lavoro. La madre a quel punto si è accanita anche contro di lei, ma la piccola è riuscita a fuggire riportando solo alcune ferite alle braccia e alle mani. La bambina è ricoverata nello stesso ospedale della madre. La donna infatti è stata arrestata con l'accusa di duplice omicidio, ora è ricoverata in ospedale in stato di choc. La donna era in cura per depressione. Il figlioletto, Alessandro Lodolo, frequentava le elementari a Feletto Umberto.

Operaio disoccupato uccide a coltellate la moglie e la figlia di 4 anni, poi tenta il suicidio (ibidem)
COSENZA (15 dicembre) - Ha ucciso a coltellate la moglie e la figlia di 4 anni, poi ha tentato il suicidio. È successo a Villapiana, un centro del Cosentino, dove un operaio edile, da mesi disoccupato, di 35 anni ha accoltellato nel sonno la moglie di 31 . e la figlioletta di 4. Gianluca De Marco, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, verso le 6 di oggi ha accoltellato nel sonno la moglie Maddalena Agrelli, 31 anni, e la figlia Jennifer, 4 anni, quindi ha tentato di tagliarsi le vene e avrebbe ingerito un cocktail di farmaci, senza tuttavia riuscire nel suo intento suicida. È stato lo stesso uomo, poi, a telefonare ai carabinieri raccontando l'accaduto. Quando i militari sono arrivati nell'appartamento dell'uomo, lo hanno trovato in stato confusionale e lo hanno portato nell'ospedale di Trebisacce. Ora è piantonato dai carabinieri, è accusato di duplice omicidio. Le sue condizioni non sono gravi. Secondo i primi accertamenti, De Marco ha tentato di tagliarsi le vene dei polsi, ma si è procurato solo ferite superficialiAccanto al corpo senza vita della viglia, l'uomo ha sistemato alcune bambole con un quaderno aperto e un barattole di matite per colorare.

Monza, pensionato uccide la moglie (www.tgcom.it del 15/12/07)
Lei non voleva tornare in Calabria
Un pensionato monzese di 68 anni ha ucciso la moglie, di 64, sparando nella notte 13 colpi di fucile. L'uomo ha poi tentato di uccidersi sparandosi con la stessa arma. Ferito, è stato trasportato d'urgenza all'ospedale San Gerardo di Monza. A scatenare il raptus omicida è stata la decisione della donna di non trasferirsi con lui in Calabria, loro paese d'origine. Nessuno dei vicini pare abbia sentito il rumore della sparatoria.
Tredici colpi di fucile esplosi nel cuore della notte ma nessuno dei vicini ha sentito nulla. Mario Corapi, operaio della Falk in pensione, 68 anni, ha ucciso la moglie, Elena Tropea, 64 anni, casalinga, con tre colpi d fucile. Uno dei tre fucili che l'uomo deteneva legalmente, essendo un appassionato cacciatore, anche se da alcuni anni, pur rinnovando regolarmente licenza e porto d'armi, non si recava più a caccia di selvaggina. A scatenare la rabbia omicida dell'uomo i contrasti con la moglie sul progetto coltivato da tempo di tornare in Calabria di dove entrambi erano originari. Lui di Soverato, lei di San Sostene, in provincia di Catanzaro. Mario non ne poteva più del Nord. Da tempo i coniugi avevano deciso di tornare alla casa che possedevano in Calabria, tanto che avevano già spedito parte dei mobili e perfino dei vestiti. Poi Elena ci aveva ripensato: voleva restare vicino ai figli, Gregorio, 42 anni, sposato e padre di due bambini e Barbara, 32enne, separata con una figlia. Ma il dietro front aveva mandato su tutte le furie Mario, da molti definito personaggio dal carattere forte e con qualche problema con l'alcol. Da settimane in casa erano litigi continui tanto che la figlia,che prima abitava con i genitori, da domenica era andata a vivere con la bambina in una nuova casa che aveva affittato a Oreno, vicino a Vimercate. Giovedì però la vittima aveva comunicato al marito la sua decisione: andare in Calabria a riprendere i vestiti invernali già spediti, perché al Nord era arrivato il freddo. Un episodio che ha scatenato la follia dell'uomo il quale ha preso due fucili e munizioni e ha cominciato a sparare. La donna forse ha cercato di fuggire. Un colpo l'ha colpita al gluteo, un altro al collo e uno al basso ventre. I carabinieri hanno trovato il cadavere in un lago di sangue e l'omicida sdraiato sul letto ferito da almeno due colpi, di cui uno all'addome, ma ancora vivo, tanto che ha chiesto dell'acqua. I militari, accorsi perché i vicini si erano insospettiti per le tapparelle dell'appartamento ancora abbassate alle 9 del mattino, hanno chiamato l'ambulanza che ha trasportato il ferito all'Ospedale San Gerardo dove è stato portato in sala operatoria per una difficile operazione. Sul pavimento 13 bossoli esplosi di fucile. E non si capisce come quell'inferno di fuoco sia sfuggito all'attenzione dei vicini.

Uccisa a fucilate per uno specchietto (www.ilsecoloxix.it del 15/12/07)
Ventimiglia- Ha confessato tutto durante la notte, Nicolino Corsaro, l’uomo di 46 anni che verso le 20 di venerdì ha ucciso l’ex moglie - Carmela Gagliardi - nell’appartamento di salita dei Forni 13 a Calvo, frazione di Ventimiglia (nella foto, la Scientifica).
Corsaro, fermato da polizia e carabinieri poco dopo l’omicidio, è stato assistito dal suo avvocato, l’ex Sindaco della città di confine, Giorgio Valfrè. Davanti al pubblico ministero, ha detto di essere stato colto da un raptus di follia: pare che nel corso del pomeriggio sia stato raggiunto da una comunicazione del Giudice di Pace per la rottura di uno specchietto retrovisore dell’auto dell’ex moglie.
Al momento gli inquirenti stanno effettuando ricerche sul fucile utilizzato per uccidere la donna: è probabile che sia stato acquistato in Francia e tenuto in casa di nascosto. Verso le 7.30, Nicolino Corsaro è stato accompagnato in carcere.

venerdì 14 dicembre 2007

TONSILLE

Pistoia, a sei anni muore dopo intervento di tonsilleIl padre: «Me lo hanno ammazzato»
PISTOIA (14 dicembre) - Un bambino di sei anni, Federico, è morto, poco dopo la mezzanotte, all'ospedale di Pistoia. Il piccolo era stato operato due giorni fa di tonsille e adenoidi. La morte, secondo quanto spiegato questa mattina è stata causata da un'emorragia. Il bimbo abitava con la famiglia a Quarrata: quando si è sentito male era assistito anche dalla madre. I genitori del piccolo, una coppia giovanissima originaria di Vibo Valentia che ha un altro figlio di un anno e mezzo, sostengono che al momento della crisi i medici del reparto di pediatria, all'ospedale del Ceppo, non erano presenti e che, quando sono arrivati, nonostante le manovre di rianimazione, per il piccolo Federico, che avrebbe compiuto sei anni il prossimo 23 dicembre, non c'era più niente da fare. Secondo la Asl, invece, i medici sono intervenuti immediatamente insieme al personale infermieristico. Sempre secondo quanto riferito dai dirigenti della Asl l'equivoco sarebbe nato dal tipo di divise "colorate" indossate anche dai medici nel reparto di pediatria.La disperazione del padre «Ora i medici di pediatria mi dicono che mi sono vicini; non si rendono conto di quello che hanno fatto. Hanno lasciato morire un bambino di sei anni. Tutti i dottori sono arrivati troppo tardi. Quaranta minuti dopo l'emergenza. Me lo hanno ammazzato. Voglio la verità». È quanto ha detto il padre di Federico. (da ilmessaggero.it del 14.12.07)

giovedì 13 dicembre 2007

INFORTUNI SUL LAVORO

Roma, 7 dic. (Adnkronos/Labitalia) - Un problema niente affatto risolto, quello degli infortuni, anche se il fenomeno sta cambiando. Lo afferma il Censis, nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese, presentato oggi. I dati aggregati in merito agli incidenti sul lavoro parlano chiaro: ''Di tanto si vanno riducendo -dice il Censis- gli incidenti avvenuti (dal 2005 al 2006 sono scesi dell'1,3%), di altrettanto crescono gli infortuni stimati nell'economia irregolare e gli incidenti mortali (nel 2006 sono stati 1.302)''.

INCIDENTI STRADALI

Roma, 11 dic. (Adnkronos) - Ogni giorno in Italia si verificano in media 652 incidenti stradali, che provocano la morte di 16 persone e il ferimento di altre 912. Nel complesso, nell'anno 2006 sono stati rilevati 238.124 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 5.669 persone, mentre altre 332.955 hanno subito lesioni di diversa gravità. Rispetto al 2005 si riscontra una lieve diminuzione del numero degli incidenti (-0,8%), dei morti (-2,6%) e dei feriti (-0,6%). I dati sulla mortalità sulle strade italiane nel 2006 sono stati stati diffusi in una nota congiunta Aci-Istat.L'indice di mortalità mostra che gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extra urbane, dove si registrano 6,1 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,3 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l'indice di mortalità, pari a 4,4, è più che triplo rispetto a quanto avviene in città. Nel 2006 il maggior numero di incidenti si è verificato a luglio (23.197 in valore assoluto) mentre febbraio costituisce il mese con il più basso numero di incidenti in valore assoluto (15.922). L'indice di mortalità più elevato si registra nel mese di agosto (2,7 morti ogni 100 incidenti), probabilmente a causa del maggior tasso di occupazione dei veicoli in occasione degli esodi estivi e della maggiore circolazione sulle autostrade. Il venerdì si conferma il giorno in cui si concentrano il maggior numero di incidenti: 36.574, pari al 15,4% del totale. Le frequenze più elevate di morti si osservano il sabato e la domenica (rispettivamente 991 e 1.004 decessi, pari a 17,5 e 17,7%). Analizzando la distribuzione degli incidenti durante l'arco della giornata, si possono confermare gli andamenti già noti: un primo picco si riscontra tra le ore 8 e le 9 del mattino; un secondo picco, si osserva tra le ore 12 e le 13; infine, il picco più elevato di incidentalità si registra intorno alle ore 18. E' da sottolineare che l'indice di mortalità si mantiene superiore alla media nell'arco di tempo che va dalle 21 alle 7 del mattino raggiungendo il valore massimo intorno alle ore 5 (5,8 decessi ogni 100 incidenti).La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (76,5%), il 23,5% a veicoli isolati. Nell'ambito degli incidenti tra veicoli la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (85.098 casi) con 1.373 morti e 121.828 feriti, seguita dal tamponamento, che registra 43.610 casi con 581 morti e 70.160 persone ferite. L'indice di mortalità, calcolato secondo la diversa natura di incidente, mostra come lo scontro frontale sia la tipologia più pericolosa (5,4 decessi ogni 100 incidenti). Infine, nell'ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente e costituiscono da sole il 45,86% dei casi.

mercoledì 12 dicembre 2007

domenica 9 dicembre 2007

BLOG

jonesr ha creato questa libreria http://www.connotea.org/user/jonesr che mi sembra molto utile.

BLOG

Se questo blog ha un lettore, oltre a robrond, questo regalino è per lui. Robrond lo trova di certo. Buona domenica. http://eforensicmed.blogspot.com/

sabato 8 dicembre 2007

INFORTUNI SUL LAVORO

Morti sul lavoro: più di 3 ogni giorno
L'Inail: le «morti bianche» nei primi 9 mesi del 2007 sono in calo del 13% rispetto al 2006 quando furono 1302
MILANO - Una strage silenziosa. Oltre 3 persone muoiono ogni giorno in Italia sul luogo di lavoro. Per la precisione 3,56 secondo le medie ufficiali. Anche se quest'anno la situazione è in leggero miglioramento. Nei primi nove mesi del 2007 infatti gli incidenti mortali sul lavoro sono diminuiti del 13% rispetto allo stesso periodo del 2006.

DATI INAIL - È quanto si legge sugli ultimi dati dell'Inail secondo i quali i morti sul lavoro sono passati dagli 888 dei primi nove mesi del 2006 ai 774 dei primi nove mesi del 2007. L'Inail sottolinea comunque che si tratta di cifre «assolutamente provvisorie» che aumenteranno a fronte dell'analisi di tutti quei casi mortali riconosciuti successivamente dalla data del decesso. L'Inail ricorda che gli infortuni mortali nel 2006 sono stati 1.302 (oltre 100 al mese) in calo del 12,1% rispetto ai 1.481 registrati nel 2002. Gli incidenti mortali nel solo settore metalmeccanico sono stati nel 2006 96 con un calo del 26,2% rispetto ai 130 registrati nel 2002.NAPOLITANO - Una tragedia sulla quale ha richiamato l'attenzione più volte il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invitando ad un «forte impegno civile al fine di diffondere la più ampia consapevolezza della gravità del fenomeno e di promuovere una comune, operante cultura della sicurezza».
07 dicembre 2007

venerdì 7 dicembre 2007

malasanita'- solo notizie del 7.12.07

da ilmessaggero.it
Morta per tonsille, gli ispettori: in ospedalepersonale poco organizzato e precario
VIBO VALENTIA (7 dicembre) – Turni troppo lunghi, medici con poca esperienza professionale e personale precario: sono i primi segnali indicativi su quella che era l'organizzazione del reparto di otorinolaringoiatria nell'ospedale calabro dopo i primi controlli effettuati dagli ispettori del ministero della Salute. Nell'ospedale dove è morta una ragazza di sedici anni, Eva, per un ascesso dovuto alle tonsille, dopo la tragedia è il momento dei controlli, delle ispezioni e delle verifiche. E dopo il reparto di otorino toccherà anche delle altre divisioni mediche. Domani sarà effettuata l'autopsia sul corpo di Eva e i medici legali sono tutti di fuori regione. I pm hanno nominato una terna di esperti napoletani mentre la famiglia ha dato l'incarico al professor Mario Privitera di Messina. E anche oggi lungo le strade i compagni di scuola della giovane vittima hanno sfilato per le strade per manifestare il loro affetto per la compagna persa e per protesta verso il sistema sanità della calabria. Commossa la mamma di Eva. « Mia figlia si trovava bene in questa scuola, aveva amore per i compagni. Non ho parole per quello che stanno facendo. Ringrazio tutti di cuore. Ho visto ieri la manifestazione che hanno fatto ed ho visto oggi. Non riesco neanche a parlare. Capisco che mia figlia per loro significava qualcosa».

Dal corriere.it
Una donna di 40 anni in provincia di bari durante la nascita del quarto figlio
Altamura: muore durante parto cesareo
La neonata sta bene. Identificati dieci sanitari: si ipotizza il reato di cooperazione in omicidio colposo
ALTAMURA (Bari) - Caterina Lomurno, 40 anni tra nove giorni, è morta mentre dava alla luce con parto cesareo il suo quarto figlio all'ospedale di Altamura, in provincia di Bari. La neonata sta bene. Secondo la denuncia presentata dal marito, durante l'intervento i medici sono usciti dalla sala operatoria e hanno detto a lui e agli altri familiari in attesa che c'erano complicazioni. Avrebbero quindi precisato che la bambina stava bene ma per la partoriente c'erano complicazioni. Poco più tardi, i sanitari sono usciti nuovamente e hanno riferito che la partoriente era morta.

IDENTIFICATI DIECI SANITARI - Sono una decina tra medici e paramedici dell'ospedale di Altamura le persone identificate dai carabinieri ai quali la procura di Bari potrebbe inviare informazioni di garanzia. Il reato ipotizzato è di cooperazione in omicidio colposo. Le informazioni di garanzia sono un atto dovuto per dare la possibilità agli indagati di nominare un consulente di fiducia che ha la facoltà di assistere all'autopsia che sarà eseguita lunedì prossimo. Il pm inquirente, Ciro Angelillis, ha fatto inoltre acquisire dai carabinieri la cartella clinica della donna - che pare fosse in buono stato di salute - e precedenti esami clinici e diagnostici a cui la partoriente si era sottoposta durante la gravidanza.

da corrieredelmezzogiorno.it

Una 36enne di Pompei
Incinta, gira 4 ospedali: muore in macchina
Era all'ottavo mese: è stata trasportata a Scafati, Ponticelli, Torre del Greco e Pozzuoli prima di morire (con il bimbo) per emorragia
Il «Maresca» di Torre del Greco è stato il terzo ospedale visitato dalla donna
NAPOLI - È all'ottavo mese di gravidanza. Gira quattro ospedali prima di morire a causa di un'emorragia. Ed è nato morto anche il bambino che portava in grembo. Una tragedia incredibile che vede protagonista una donna di 36 anni, di Pompei. La vicenda è riportata dal quotidiano «Metropolis». La donna, Paola Cataldi, incinta, dopo aver avvertito i primi malori è stata portata in quattro nosocomi. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Torre Annunziata per accertare come siano andati i fatti.
LA TRAGICA DINAMICA - Tutto è cominciato mercoledì pomeriggio quando la Cataldi, residente col marito Michele Lupara e il loro primo figlio a Pompei, ha avvertito i primi dolori all’addome. Quindi, come riferisce il quotidiano «Metropolis», è stata portata dapprima al vicino ospedale di Scafati, in provincia di Salerno, dove è stata sottoposta ad uno screening ecografico ma non è stata ricoverata. Durante la notte i dolori non sono scomparsi. Così all’alba di giovedì il marito ha accompagnato la moglie nell’ospedale evangelico Villa Betania nel quartiere Ponticelli di Napoli, dove i medici hanno fatto capire che è era necessario un ricovero. La donna però ha firmato le dimissioni. In autostrada, lungo la strada verso casa, all’altezza di Torre del Greco, la situazione è precipitata. Le condizioni della donna sono diventate gravi a causa di un’emorragia. Il marito, allora, si è diretto verso l’ospedale Maresca di Torre del Greco. Qui i medici del reparto di ostetricia e ginecologia hanno tentato di salvare il bimbo ma non c’è stato nulla da fare perchè c’è stato il distacco della placenta. A questo punto i medici hanno deciso di procedere ad un delicato intervento chirurgico ma nonostante l’operazione le sue condizioni sono apparse disperate. L’ospedale »Maresca« di Torre del Greco non dispone di una sala di rianimazione. È stato chiamato il 118 e la donna è stata trasferita verso il primo posto libero: all’ospedale «La Schiana» di Pozzuoli, ma è deceduta poco dopo l’arrivo.
07 dicembre 2007

da repubblica.it
La malasanità riguarda anche la medicina legale
REATO PRESCRITTO PER PERIZIA "LUMACA", MEDICO A GIUDIZIO
Incaricato dalla Procura della Repubblica di effettuare una perizia medico-legale per stabilire le lesioni causate da un dentista ad una paziente, deposita la consulenza con tre anni di ritardo mandando cosi' il reato in prescrizione. Per questo un medico legale genovese, Marco S. (46 anni, originario di Napoli), e' stato rinviato a giudizio con l'accusa di omissione di atti d'ufficio. La sentenza e' stata emessa dal gup di Savona, Donatella Aschero (pm Danilo Ceccarelli). A far finire nei guai il consulente della repubblica una 56enne genovese (rappresentata dai legali Maggiorelli e Tonnarelli di Genova) che aveva querelato il proprio dentista per un intervento risalente al 1997. La procura di Savona in quel caso incarico' il medico legale nell'ottobre del '99 e la consulenza venne depositata tre anni e quattro mesi piu' tardi nonostante il professionista nominato dalla procura della repubblica avesse chiesto solo novanta giorni per la relazione.

FIGLICIDI

Germania, continua la strage degli innocenti:trovati morti due neonati e la madre di uno di loro
BERLINO (7 dicembre) - La polizia tedesca ha trovato oggi i corpi senza vita di altri due neonati in Germania, oltre a quello della madre di uno di loro. La notizia segue di pochi giorni la scoperta di otto tra neonati e bambini, uccisi molto probabilmente dalle loro madri. Questa volta non dovrebbe trattarsi di infanticidi, ma la scoperta di altri due bebè morti è destinata ad alimentare le polemiche nel Paese, soprattutto sull'efficienza dei servizi sociali e sull'attenzione che il personale medico specializzato dedica alle famiglie più bisognose. Le autorità hanno trovato in un appartamento di Berlino i cadaveri di una donna di 24 anni, secondo indiscrezioni di stampa una tossicodipendente, insieme a quello di un bebè di sei settimane. Sempre oggi, ma questa volta a Nordhausen, in Turingia (est della Germania), una donna di 27 anni ha contattato i servizi sociali - secondo quanto ha riferito la polizia - dicendo di aver partorito, ma che il neonato era morto. Secondo le prime indagini, la donna -madre di nove figli- avrebbe partorito giovedì sera nella sua vasca da bagno.Questa settimana la polizia aveva annunciato la scoperta di tre neonate e cinque bambini morti, con tutta probabilità tutti uccisi dalle loro madri, una donna di 28 anni che avrebbe ucciso tre dei suoi cinque figli e una di 31, che avrebbe assassinato tutta la sua prole, cioè cinque bambini di età fra i tre e i nove anni.

VERGOGNA, IRAN!

Un gay 21enne, curdo, è stato giustiziato in una prigione dell' Iran per un atto di sodomia compiuto quando aveva 13 anni. Per i minori colpevoli di atti omosessuali (fino a 14 anni), la legge dell'Iran prevede la fustigazione, non la pena di morte, che è stata comminata a discrezione del giudice. VERGOGNA!
Leggi qui http://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_06/iran_esecuzione_sodomia_01b9cbca-a42c-11dc-b343-0003ba99c53b.shtml

giovedì 6 dicembre 2007

URANIO IMPOVERITO

I numeri del ministro della Difesa.
Uranio impoverito: Parisi, "In 11 anni 77 morti e 312 militari malati"
06 dic 14:40 Esteri
ROMA - Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha riferito oggi alla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito i dati relativi ai malati e ai decessi legati alle missioni militari italiane nei Balcani, in Iraq, in Afghanistan e in Libano in undici anni. "Tutto il personale che risulta essersi ammalato di tumore maligno negli 11 anni presi in considerazione (1996-2006) e nei quattro teatri previsti (Balcani, Iraq, Afghanistan, Libano) - ha reso noto Parisi - si tratta di 312 casi con esito letale per 77 soggetti". (Agr)

AMIANTO

AMIANTO: 3.000 MORTI L'ANNO, E IL PEGGIO DEVE VENIRE
Amianto: un incubo da oltre 3.000 morti l'anno, nel solo nostro paese. "E il peggio deve ancora venire. Ci aspettiamo un picco di morti fra pochi anni". Parla il professore Pier Aldo Canessa, direttore dell'unita' operativa di pneumologia a Sarzana (La Spezia) ed esperto delle malattie legate all'amianto, al congresso dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), in corso a Firenze, presieduto da Antonio Corrado. "Il peggio deve venire perche' - precisa Canessa - la malattia si manifesta 40 anni dopo il contatto con l'amianto. E quindi ci si aspetta, purtroppo, casi di malattia fra quanti hanno lavorato in cantieri navali, edili e in altre aree piene di amianto prima che l'Italia, nel 1992, dichiarasse stop a queste costruzioni. La Gran Bretagna e' intervenuta molti anni prima". Il peggio deve ancora venire ma la realta' di oggi e' gia' molto drammatica. "Ogni anno in Italia - dice il professore Valerio Gennaro dell'Istituto Tumori di Genova - muoiono piu' di tremila persone che sono state in contatto con l'amianto: 1000 per mesotelioma, il tumore primario della pleura; 1500 per tumore polmonare; il resto per tumori in altre parti del corpo". Parlando con gli esperti riuniti a Firenze al congresso dei pneumologi ospedalieri si puo' costruire una mappa delle citta' dove questa sostanza e' stata largamente usata. "Il primato - dice Canessa - e purtroppo e' un primato mondiale, per quanto riguarda i casi di mesotelioma, tumore polmonare e i decessi spetta a La Spezia, dove l'amianto e' stato largamente usato nei cantieri navali. Poi viene Genova. Largamente usato l'amianto anche a Livorno, Bari, Trieste ed altre citta' portuali, Pistoia, Prato, Casal Monferrato, in questa ultima citta' c'era l'Eternit". (da repubblica.it 6.12.07)

CORAGGIO, LIVIA!

Coraggio, signor ministro della Salute! Abbiamo molti ospedali disastrati, manda gli ispettori, ma non aspettare che succeda il guaio, mandali prima. Vedi cosa è successo a Vibo Valentia.
Ospedale di Vibo Valentia, nuova tragedia:16enne muore sotto i ferri. Turco ordina ispezione
VIBO VALENTIA (5 dicembre) - A meno di un anno dalla morte di Federica Monteleone, la sedicenne deceduta dopo una settimana di coma provocato da un black out in sala operatoria, nell'ospedale di Vibo Valentia una coetanea di Federica, Eva Ruscio, è morta mentre veniva sottoposta ad un intervento chirurgico alle tonsille. Federica, deceduta nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cosenza dove venne trasferita da Vibo, era stata ricoverata nello stesso presidio ospedaliero vibonese per l'esecuzione di un banale intervento di appendicectomia. In sala operatoria, nel corso dell'intervento chirurgico, però, si era verificata un'interruzione della corrente elettrica mentre l'apparecchiatura per la ventilazione non risultava collegata al gruppo di continuità che sarebbe dovuto entrare in funzione nei casi di assenza di elettricità. Dallo scorso mese di gennaio le sale operatorie, compresa quella dove era avvenuto l'episodio drammatico che aveva portato al coma di Federica, sono state ristrutturate.Il ministro della salute Livia Turco ha disposto, in accordo con la regione Calabria, un'ispezione all'ospedale di Vibo Valentia, dove è morta Eva Ruscio. Nell'ambito dell'inchiesta è stato disposto il sequestro della sala operatoria dell'ospedale. I magistrati hanno anche ascoltato i medici e il personale in servizio nel reparto operatorio. (da repubblica.it, 6.12.07)

RITARDI PERITALI

REATO PRESCRITTO PER PERIZIA "LUMACA", MEDICO A GIUDIZIO
Incaricato dalla Procura della Repubblica di effettuare una perizia medico-legale per stabilire le lesioni causate da un dentista ad una paziente, deposita la consulenza con tre anni di ritardo mandando cosi' il reato in prescrizione. Per questo un medico legale genovese, Marco S. (46 anni, originario di Napoli), e' stato rinviato a giudizio con l'accusa di omissione di atti d'ufficio. La sentenza e' stata emessa dal gup di Savona, Donatella Aschero (pm Danilo Ceccarelli). A far finire nei guai il consulente della repubblica una 56enne genovese (rappresentata dai legali Maggiorelli e Tonnarelli di Genova) che aveva querelato il proprio dentista per un intervento risalente al 1997. La procura di Savona in quel caso incarico' il medico legale nell'ottobre del '99 e la consulenza venne depositata tre anni e quattro mesi piu' tardi nonostante il professionista nominato dalla procura della repubblica avesse chiesto solo novanta giorni per la relazione. (da repubblica.it del 6.12.07)

FIGLICIDI

Germania,trovati corpi di 8 bambini
La polizia arresta le due madri
Orrore in Germania, dove sono stati trovati in due località diverse i corpi senza vita di ben otto tra bambini e neonati, vittime probabilmente delle loro madri squilibrate. A Darry gli agenti hanno scoperto i cadaveri di 5 bimbi fra i tre e i nove anni. La madre 31enne, arrestata, è stata trasferita in una clinica psichiatrica. In Sassonia forti sospetti su una donna di 28 anni, accusata di aver ucciso i suoi tre neonati.
A Darry, a una quarantina di chilometri a est di Kiel, il capoluogo del Land settentrionale dello Schleswig-Holstein, gli agenti si sono ritrovati davanti a una scena raccapricciante: i cadaveri di cinque bambini di età fra i tre e i nove anni. La morte violenta dei cinque bambini sembra sia da collegare a squilibri mentali della madre.
Orrore in SassoniaIl secondo episodio si è verificato a Plauen, in Sassonia, nell'est del Paese. Gli inquirenti sospettano fortemente che le tre piccole vittime siano figlie di una donna di 28 anni, che ha altri due bambini di uno e sette anni avuti dal suo attuale compagno. La donna è in stato di fermo. Una delle tre neonate morte è stata trovata in un congelatore di un'abitazione, un'altra nascosta sul balcone della casa di parenti della donna. A lei la polizia è arrivata dopo la scoperta la settimana scorsa del piccolo corpo semimummificato di Celine, depositato in una valigia conservata da tempo nella cantina di un'altra palazzina. La bimba era nata nel 2002, ma di lei si erano subito perse le tracce. Le autorità scolastiche, insospettite, hanno avvertito la polizia. Quest'anno infatti la bambina avrebbe dovuto cominciare la preparazione per la scuola. La bambina alla nascita non era stata denunciata all'anagrafe, ma l'ospedale dove era avvenuto il parto aveva comunicato la nascita ai responsabili sanitari. La madre: "Una morte accidentale"La donna, disoccupata, sostiene che le tre neonate siano morte all'improviso subito dopo la nascita. Le altre due figlie le aveva avute nel 2004 e 2005, anche se nessuno sembra ricordare le sue gravidanze. Fermata dopo il ritrovamento del corpo della prima neonata, la madre era stata rimessa in libertà ma è stata nuovamente fermata. Su di lei è stata disposta una perizia psichiatrica. (da tgcom 6.12.07)

martedì 4 dicembre 2007

ENTOMOLOGA FORENSE

Paola Magni si dedica all'entomologia forense, e La Stampa di Torino Le dedica questo bell'articolo http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200712articoli/5302girata.asp
Permettetemi di aggiungere che la dott.ssa Magni è anche uno degli Autori del Trattato di medicina legale e scienze affini, e che il suo capitolo sull'entoologia forense comparirà nel vol. IX e ultimo del trattato. Grazie, Paola, e grazie alla ASL di Torino che ti permette di coltivare questo difficile campo di studio. E' giunto il tempo di sdoganare la medicina legale e le scienze affini dal loro territorio strettissimo, e di farle entrare a pieno titolo nelle ASL, anche sotto il profilo giudiziario. Non a caso una volta le ASL si chiamavano Unità SOCIO sanitarie locali.

FAMIGLIA DISTRUTTA

Udine, uccide moglie e figlio e si suicida
UDINE (4 dicembre) - Tragedia familiare in Friuli: un uomo ha ucciso la moglie e il figlio e poi si è suicidato. Il duplice omidicio-suicidio è avvenuto a Tarcento, paese a pochi chilometri da Udine, nel primo pomeriggio. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri del Comando provinciale di Udine. Non sono chiari i motivi del gesto, maturato in un clima di dissapori all'interno della coppia. (www.corriere.it 4.12.07)

lunedì 3 dicembre 2007

DONNA ACCOLTELLATA

03-12-2007
17:28
Donna trovata uccisa a coltellate in casa ad Alessandria
(ANSA) - TORINO, 3 DIC - Una donna di 54 anni, Carmela Ballaro', e' stata trovata uccisa a coltellate, oggi, nel suo appartamento di Alessandria. Il cadavere e' stato scoperto, verso le 16, nella cucina dal convivente che ha avvertito i carabinieri. La donna era madre di due figli, un maschio e una femmina.
ANSA

chi sarà stato?

TENTATO UXORICIDIO

TENTATO UXORICIDIO
Lei voleva uscire in cortile in pigiama, lui era contrario, e ha cercato d'ammazzarla. Chissà cosa c'è sotto.

La donna, di 47 anni, è gravissima
BRESCIAUn uomo di 53 anni ha tentato di strozzare la moglie 47enne, stamani poco prima delle 7, a Gussago, comune della Franciacorta, alle porte di Brescia. La donna, immediatamente soccorsa, è giudicata in condizioni gravissime ed è tenuta in vita solo artificialmente. Il marito, dopo il fatto, ha chiamato il figlio che ha avvisato i carabinieri di Gardone Valtrompia (Brescia). È stato arrestato. Dalle prime indicazioni, l’episodio sarebbe scaturito per futili motivi: pare che la donna volesse uscire in cortile in pigiama e l’uomo fosse contrario.

domenica 2 dicembre 2007

SERIAL KILLER

La casistica relativa ad infermieri serial killer diventa sempre più frequente.
Repubblica Ceca: infermiere accusato di sette omicidi01 Dicembre 2007, 20:44

PRAGA - Un infermiere di 31 anni è stato incriminato dalla procura di Hradec Kralove, nella Repubblica Ceca, per sette omicidi e altri dieci tentativi di omicidio ai danni di pazienti dell'ospedale di Havlickuv Brod. Arrestato lo scorso dicembre, Petr Zelenka - questo il suo nome - rischia una condanna fra i 25 anni e l'ergastolo. In base all'accusa, l'infermiere avrebbe ucciso i pazienti tra il maggio e il settembre 2006, quando lavorava nel reparto di anestesia e rianimazione dell'ospedale. Ai magistrati l'imputato ha ammesso di aver iniettato alle sue vittime - in gran parte pazienti anziani - dosi massicce di eparina, un anticoagulante che provoca emorragie. (Agr)

sabato 1 dicembre 2007

EUTANASIA

Prato, uccide la moglie ricoverata per Alzheimer:tre colpi per porre fine alle sue sofferenze
PRATO (1 dicembre) - Un uomo di 77 anni nel pomeriggio è entrato in ospedale a Prato armato di pistola, ed ha sparato tre colpi alla moglie, 82 anni, malata terminale ricoverata nel reparto di Medicina, uccidendola. Agli agenti che lo hanno arrestato ha detto: «Ho sparato perchè non ce la facevo più a vederla soffrire». Due colpi in faccia e uno al cuore. L' uomo ha sparato alla moglie due colpi in faccia e uno al cuore davanti agli occhi delle altre pazienti. La vittima era malata di Alzheimer dal 1999 ed era ricoverata da alcuni giorni. Intono alle 17.30, l' uomo si è presentato all' ospedale come gli altri giorni, ma appena è stato vicino alla moglie ha estratto la pistola e ha sparato. Poi si è messo in un angolo della stanza ed ha avvertito la polizia, che era già stata contattata dal personale del reparto subito dopo il primo colpo. La coppia aveva due figli. Il reparto è rimasto chiuso fino alle 20. (da ilmessaggero.it)

E' certamente casuale, ma dell'eutanasia, così come dello sciopero della fame, mi sono occupato parecchio tempo fa (mi pare circa 25 anni fa), con una monografia, intitolata "Eutanasia: diritto di vivere/diritto di morire", pubblicata da CEDAM. Il diritto di vivere e il diritto di morire sono tuttora gli argomenti su cui verte buona parte della discussione bioetica e giuridica. Non si è giunta ad una conclusione in Italia, anche se in Olanda e Belgio sono state promulgate due leggi permittenti l'eutanasia, leggi basate su una solida etica collettiva e responsabile, diffusa nelle popolazioni. Sono del parere che una legge in Italia non sia attualmente proponibile, ma sono anche del parere che la magistratura debba analizzare la casistica con comprensione ed amore per il prossimo, perchè l'eutanasia rappresenta un atto destinato a far cessare sofferenze ritenute inutili ed eccessive.

INFANTICIDIO

Latina: uccise figlio appena nato, condannata a 16 anni badante
01 dic 08:56 Cronache
LATINA - Condannata a 16 anni la badante polacca che, il 26 giugno 2006, partori' nel bagno della casa dove lavorava e immediatamente dopo uccise il figlio a forbiciate, nascondendolo poi in una scatola di scarpe. La 22enne Anna Dorota Richlycka e' stata condannata per omicidio e occultamento di cadavere, con rito abbreviato, di fronte al giudice Tiziana Coccoluto, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Vincenzo Saveriano. L'avvocato della ragazza, Maria Concetta Belli, aveva chiesto il riconoscimento della semi infermita' mentale e di considerare il reato di infanticidio e non di omicidio. Ha gia' annunciato che presentera' appello. (Agr)

SCIOPERO DELLA FAME

Da oggi, 755 ergastolani in 5o penitenziari, inizieranno lo sciopero della fame per l'abolizione della pena dell'ergastolo, in quanto non può evidentemente tendere alla rieducazione del condannato. Altri condannati (non ergastolani) li seguiranno. http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/carceri-sciopero-cibo/carceri-sciopero-cibo/carceri-sciopero-cibo.html
Se la protesta sarà attuata con determinazione, si porranno serissimi problemi per l'Amministrazione penitenziaria, a partire dalla decisione (che sarebbe illegittima) di nutrire a forza i detenuti. E anche per i medici delle carceri, dato che nel codice deontologico è chiarissimo il divieto -per loro- di partecipare alla nutrizione forzata. E anche per la società nel suo insieme, se cominceranno a verificarsi i primi casi di morte (dopo i primi 60+-10 giorni di digiuno).
Personalmente non credo che qualcuno sia in grado di proseguire il digiuno fino alla morte, dato che come popolo non possediamo la determinazione che altri popoli hanno.
Circa 25 anni fa, scrissi una delle mie prime monografie, dedicata appunto allo sciopero della fame. Era la tesi di laurea di Ida Allegranti, prima firmataria dell'opera, e CEDAM era l'editore. Credo che l'opera non sia più in catalogo. Era una buona cosa, e riuscimmo a trovare le disposizioni di legge di molti paesi, oltre a mettere insieme quadri clinici significativi partendo da notizie giornalistiche.