mercoledì 30 luglio 2008

GAY PROSSIMO CONGIUNTO

GAY PROSSIMO CONGIUNTO
2008-07-26 17:44
COMPAGNO MORI' IN INCIDENTE, GAY RISARCITO
VENEZIA - Si è visto riconoscere dalla compagnia assicurativa il danno morale "come prossimo congiunto" della vittima il gay che ha ottenuto dalle Generali un risarcimento per la morte del compagno, in un incidente. Così spiega la vicenda svoltasi a Venezia l'avvocato Augusto Palese, che ha patrocinato il "vedovo" gay - un francese da molti anni residente a Venezia - davanti alle Assicurazioni Generali. "Non c'é stato bisogno di alcuna causa - osserva l'avv. Palese -. I due si erano uniti civilmente in Francia con il 'patto civile di solidarieta''. Ho argomentato che le Generali, presenti in Francia, avrebbero in quel Paese equiparare la vittima dell'incidente al 'marito' del mio assistito. Se ciò era valido per la Compagnia nel paese transalpino doveva esserlo anche in Italia". "Una tesi - aggiunge - che le Generali hanno accolto con disponibilità e una grande attenzione alle nuove sensibilità sociali". Il compagno dell'uomo, anch'egli francese, era rimasto vittima di un incidente al Lido di Venezia, investito da un automobilista assicurato con Generali. Sull'incidente - dalla dinamica controversa, ammette lo stesso Palese - era stata aperta anche un'inchiesta penale per omicidio colposo, che si avvia però all'archiviazione. "Era doveroso - conclude Palese - riconoscere il risarcimento, perché la loro era un'unione bella e buona e non poteva non parlarsi, per chi aveva perso il compagno, di prossimo congiunto". (ANSA)

CONVIVENTE PROSSIMO CONGIUNTO

Le muore la compagna, risarcita
Milano, riconosciuti i "danni morali"
Per le assicurazioni i Pacs hanno un valore. Dopo la vicenda della coppia gay francese di Venezia, uno studio legale milanese è riuscito a far ottenere a un'italiana il risarcimento dei "danni affettivi e morali" causati dalla morte della compagna, deceduta in ospedale in seguito a un errore medico. La vicenda risale a marzo, ma è stata segnalata all'Arcigay solo in questi giorni ed è il primo caso del genere.
"E' una novità assoluta perché qui, lo sappiamo, non c'è nessun Pacs, nessuna legge - ha spiegato a La Stampa Aurelio Mancuso, presidente dell'associazione -. La società si mostra molto più avanti della politica e si adegua alla realtà".
Protagoniste della vicenda sono due signore che, dopo aver vissuto inseme per vent'anni condividendo casa e affetti, si separano per la morte improvvisa della più anziana, deceduta in seguito alle complicazioni di un intervento chirurgico. I familiari della vittima si rivolgono a uno studio legale. L'errore medico viene riconosciuto e l'assicurazione paga il risarcimento sia ai parenti di sangue, sia alla compagna, considerando il rapporto omosessuale al pari del radizionale "more uxorio".
"E' stato riconosciuto il danno affettivo e morale patito, dando valore alla convivenza ventennale tra le donne, che abbiamo dimostrato attraverso le testimonianze", hanno spiegato gli avvocati Elisabetta Arrigoni e Laura Granata, che hanno assistito legalmente la "vedova". I nomi delle persone coinvolte non ci sono, perché si è trattato di un accordo extragiudiziale. Non ci sono sentenze e tutto deve restare coperto dalla privacy, ma la storia c'è e testimonia un caso unico, finora.
A testimoniare l'unione tra le due donne non ci sono atti amministrativi, ma è stata comunque riconosciuta una comunione "patrimoniale e morale" che ha giustificato un congruo risarcimento senza pregiudizi. In seguito alla lunga convivenza, la società assicurativa ha dunque definito la donna rimasta sola come "prossima congiunta" e ha provveduto al pagamento. (da tgcom 30 luglio)

COME MUORE UN BAMBINO

Venezia, bimba annega in un canale
Stava dando da mangiare ai cigni
Stava cercando di allungare qualche pezzetto di pane ai cigni che popolano i canali di Cavallino-Treporti, lungo il litorale veneziano: quegli uccelli bianchi dal lungo collo la affascinavano, e lei, intenerita come ogni bambino davanti a un animale, ha cercato di farseli amici. Ma Noemi, bimba di due anni, si è sporta troppo ed è caduta nel canale. Inutili i soccorsi: la bimba è morta durante il trasporto in ospedale.
Al momento dell'incidente la piccola era in compagnia della madre: terrorizzata, la donna ha chiamato il marito che è arrivato poco dopo, così come l'ambulanza del 118. La bimba, caduta in tre metri d'acqua, è stata ripescata immediatamente, ma aveva già perso i sensi dopo aver ingerito molta acqua. I medici del 118 hanno tentato di rianimarla sul posto, ma viste le condizioni disperate l'hanno caricata nell'ambulanza che è partita a sirene spiegate verso l'ospedale.La bambina, però, non ce l'ha fatta, ed è morta durante il trasporto verso il nosocomio. (DA TGCOM 30 LUGLIO)

lunedì 28 luglio 2008

nuove tabelle inail

LE NUOVE TABELLE DELLE MALATTIE PROFSSIONALI
http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_NEWS&nextPage=Primo_Piano/info1177812876.jsp

COME MUORE UN BAMBINO

Un neonato di tre mesi è morto in seguito a un rigurgito. Il piccolo era in braccio alla mamma quando ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie ed è diventato cianotico. La donna, in preda al panico, ha avvisato il centralino del 118 spiegando ai medici che suo figlio non riusciva più a respirare. I genitori del piccolo, per non perdere ulteriore tempo prezioso, lo hanno trasportato all’ospedale Santa Scolastica di Cassino, ma ormai era troppo tardi per il neonato che, purtroppo, non ce l’ha fatta. (da ilgiornale.it del 28 luglio)

domenica 27 luglio 2008

OMICIDI RITUALI

TANZANIA/ UCCISO UN ALTRO ALBINO, IL 26ESIMO IN MENO DI UN ANNO
Inchiesta della Bbc denuncia la complicità della polizia
4 ore fa da APCOM
Roma, 27 lug. (Apcom) - Ancora un albino ucciso in Tanzania, il 26esimo in meno di un anno. La polizia ha precisato che si tratta di un uomo, a cui sono stati tagliati organi genitali e piede destro, tradizionalmente usati dagli stregoni per le loro pozioni. Nell'attacco è rimasta ferita la moglie della vittima, anche lei albina.
Stando a quanto riferito oggi dalla polizia, Jovin Majaliwa è stato ucciso nella sua abitazione, in un remoto villaggio del Lago vittoria, nella serata di giovedì. Anche la moglie è stata aggredita, ma è riuscita a fuggire e a dare l'allarme. Ora si trova in ospedale. La polizia ha chiesto ai vicini di casa di prendersi cura dei due figli, anche loro albini.
Stando a un'inchiesta condotta sotto copertura dalla Bbc, i mandanti della caccia agli albini sono gli stregoni che usano le loro parti del corpo, capelli, braccia, gambe e sangue, per preparare pozioni che avrebbero il potere di rendere le persone ricche. La Bbc ha scoperto che tra i clienti degli stregoni figurano anche agenti di polizia, per cui si spiegherebbe il mancato arresto dei responsabili di questi crimini. Le forze di polizia della regione di Mwanza, dove si è registrato il più alto numero di omicidi di albini, hanno negato ogni coinvolgimento.
Dal marzo scorso sono stati arrestati 173 stregoni, subito dopo la dura presa di posizione del Presidente Jakaya Kikwete contro questi omicidi rituali. Tuttavia, il governo non è stato in grado di precisare quale sia stata la loro sorte.

giovedì 24 luglio 2008

TRUFFE AUTOMOBILISTICHE

Roma, usavano sangue finto per simulare incidentiArrestate madre e figlia per estorsione

ROMA (24 luglio) - Fingevano di essere state investite per poi estorcere soldi al malcapitato. Usavano fiale con liquido rosso per simulare sangue e accessori d'auto già danneggiati. Con l'accusa di estorsione in concorso i carabinieri della compagnia Roma Piazza Dante hanno arrestato B.M. di 44 anni e B.A. di 21 anni, madre e figlia pregiudicate. L'ultimo colpo messo a segno ai danni di un professore universitario ed un tassista è stato fatale alle due truffatrici: i militari, che già le seguivano da tempo, hanno assistito all'intera sceneggiata e le hanno arrestate in flagranza di reato.La sceneggiata. Si accostavano alle auto in transito, facendo credere di essere state investite dopo essersi cosparse del liquido rosso. Poi, mostrando le finte macchie di sangue e gli oggetti rotti alle loro vittime, minacciavano di denunciarle se non le avessero immediatamente risarcite dei danni procurati. In qualche caso, per costringere le vittime al pagamento della somma richiesta, le due donne si intrufolavano nell'auto rifiutandosi di scendere fino all'avvenuto risarcimento del danno. (da ilmessaggero.it)

Stanno ancora facendo il processo per le truffe dal caso Lothar (falsi incidenti stradali), e già queste ricominciano. Addirittura con sangue falso.

NUOVI SCHIAVI

Veneto, minorenni cinesi ridotti in schiavitù:producevano scarpe per le grandi griffe italiane

ROMA (24 luglio) - E' stata sgominata, nel Veneto, a Camponagara, un organizzazione criminale colpevole di aver ridotto in schiavitù decine di minorenni cinesi. Un uomo cinese è stato arrestato mentre altri 22 connazionali cinesi sono stati denunciati per immigrazione clandestina e sfruttamento di manodopera irregolare. Tra i ragazzi c'era anche un ragazzo di soli 12 anni.I ragazzi, costretti a vivere in spazi angusti e a lavorare per più di 18 ore al giorni, in virtù di un compeso di 200 euro al mese, producevano tomaie e scarpe con i marchi di grandi griffe internazionali. Anche delle mamme lavoravano nei laboratori di scarpe sequestrati nel veneziani. Per non perdere i ritmi e i tempi di lavoro imposti dai titolari delle piccole fabbriche, mentre lavoravano tenevano in braccio i loro figli. Alcune brande erano state addirittura sistemate a fianco degli apparecchi per permettere brevi riposi, così come accanto alle macchine i militari hanno trovato giocattoli e attrezzature da cucina.Quattro laboratori. I minori lavoravano in quattro laboratori clandestini della provincia di Venezia, ora posti sotto sequestro: a Camponogara, da dove è partita l'operazione delle Fiamme Gialle, a Fossò e a Campolongo Maggiore, tutte località in provincia di Venezia. Secondo le indagini della Guardia di finanza, coordinate dal sostituto Procuratore di Venezia Lucia D'Alessandro, nelle aziende coinvolte nell'operazione la produzione avveniva in subappalto. I responsabili e i dirigenti delle case di produzione delle griffe - secondo i risultati delle indagini delle Fiamme Gialle - erano all'oscuro delle condizioni di produzione delle scarpe e degli illeciti che venivano consumati. (da ilmessaggero.it)

BRUNO CONTRADA

Il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha concesso al dr Bruno Contrada la detenzione domiciliare.
Leggi http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo422322.shtml

mercoledì 23 luglio 2008

martedì 22 luglio 2008

COME MUORE UN BAMBINO

BARI Policlinico. Bimbo muore dissanguato al pronto soccorso
Un bambino di 2 mesi e mezzo, di origini spagnole e figlio di una donna nigeriana di 23 anni, è morto questa notte al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari dopo essere stato portato d'urgenza da un mezzo del 118. Il piccolo è morto dissanguato.È successo intorno alle 4. Sull'episodio indaga la Polizia del presidio fisso dell'Ospedale. Sembra che il piccolo presentasse i segni di una circoncisione.
(22 luglio 2008) (repubblica.it)

lunedì 21 luglio 2008

VIOLENZA SESSUALE

Prosegue la saga delle sentenze della Corte di Cassazione in tema di violenza sessuale. L'ultimo spunto riguarda la possibilità che una mano maschile possa insinuarsi sotto i jeans ed entrare in contatto con le "parti intime" della vittima. Leggi qui http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_21/cassazione_jeans_sentenza_97bcbc8c-5722-11dd-81e1-00144f02aabc.shtml

domenica 20 luglio 2008

COME MUORE UN BAMBINO

19 lug 09:41
Bolzano: muore bimba di 6 mesi cadendo dalla culla
BOLZANO - Una bambina di sei mesi e' caduta dal suo lettino ed e' morta. E' successo a Bolzano. Insieme alla piccola, al momento della disgrazia, c'erano la nonna e il fratellino. I genitori, invece, erano al lavoro. Dalle prime ricostruzioni dell'accaduto pare che la bimba abbia fatto un movimento brusco e sia finita a terra sbattendo la testa. Inutili sono stati i tentativi di rianimarla. Il cuore della piccola si e' fermato all'arrivo in ospedale. (Agr)

OSPEDALI CALABRESI

19 lug 20:38
Reggio Calabria: torna da pronto soccorso e muore, avviata indagine
REGGIO CALABRIA - La Procura di Reggio Calabria ha avviato un'indagine sulla morte di un uomo, rimandato a casa dopo una visita al pronto soccorso degli ospedali Riuniti del capoluogo calabrese. Appena arrivato a casa, l'uomo si e' sentito male ed e' morto. La moglie ha denunciato l'accaduto. Dall'ospedale replicano che Demetrio Nicolo', questo il nome della vittima, aveva firmato le dimissioni volontarie, rifiutando il ricovero. (Agr)

sabato 19 luglio 2008

CIBI CINESI AVARIATI

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277230
Alimenti cinesi scaduti e avariati, e muniti di nuove etichette. E' successo a Roma. Per il Sindaco di Roma: deve controllare il territorio, mandi in giro i Suoi vigili urbani, sono tanti, gli faccia far qualcosa di utile, invece di far dare le multe alle auto in sosta. I cibi avariati sono un pericolo per la salute pubblica.

PAZIENTE SBAGLIATA

Scambia la cartella clinica e fa abortire la paziente sbagliata

ROMA (19 luglio) – Uno scambio di cartelle cliniche e una paziente alla 9 settimana di gravidanza, ricoverata solo per un controllo, si è trovata a dover abortire dopo che le era stata somministrata per errore la pillola abortiva. E' accaduto in una casa di cura vicino a Birmingham, in Gran Bretagna dove un'infermiera ha confuso due cartelle cliniche che avevano lo stesso nome. Lo racconta l'edizione online del Daily Mirror. L'errore di Ann Downer, infermiera della clinica Calthorpe di Edgbaston, è stato scoperto quando la donna che aveva deciso di abortire si è recata alla clinica dove però non sono riusciti a trovare la sua cartella. L'altra paziente, che voleva soltanto sottoporsi a una visita, aveva superato le nove settimane di gestazione, termine ultimo entro il quale è possibile assumere la pillola abortiva, ed aveva deciso di portare avanti la gravidanza. Ha dovuto, quindi, subire un intervento per completare chirurgicamente l'aborto. L'infermiera ha ammesso di aver dato la pillola alla paziente sbagliata, ma ha detto di aver chiesto il suo consenso. Sebbene la commissione d'inchiesta, riunitasi a Londra, sia convinta del contrario, ha concesso alla Downer di continuare ad esercitare la professione, definendo il suo errore un «incidente isolato». (da ilmessaggero.it)

venerdì 18 luglio 2008

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA'?

Brasile: 14enne confessa 11 omicidiPer uccidere si faceva pagare in droga o in denaro
SAN PAOLO (16 luglio) - Un ragazzo di strada di 14 anni ha confessato alla polizia di Serra, una cittadina dello stato brasiliano di Espirito Santo, di aver commesso 11 omicidi nell'ambiente del narcotraffico. L'adolescente è stato fermato per una rapina compiuta con altri minorenni con cui aveva formato una gang giovanile. Nel corso dell'interrogatorio sono emersi elementi che hanno collegato il giovane a una serie di omicidi avvenuti nell'ambiente della droga. Il 14enne ha confessato di essersi fatto pagare, in denaro o in stupefacenti, per uccidere alcuni tossicodipendenti che avevano debiti con i narcos.Il commissario di Serra, Danilo Bahiense, si è detto sconvolto per l'ironia con cui il «menino» ha descritto con particolari raccapriccianti i suoi delitti, dei quali dovrà essere verificata la veridicità. Per la legge brasiliana il ragazzo passerà il resto dell'adolescenza in riformatorio, poi sarà rilasciato. L'episodio rafforza il partito sempre più numeroso di quelli che premono in Brasile per abbassare l'età a 14 o 16 anni in cui i giovani possono essere incriminati, che oggi coincide con la maggior età, 18 anni. (ilmessaggero.it, 18 luglio 2008)

giovedì 17 luglio 2008

HEALTH MAP

Prima di programmare un viaggio all'estero, consultate HEALTH MAP http://www.healthmap.org/en il nuovo servizio di Google sulle malattie trasmissibili nei vari paesi del mondo.

martedì 15 luglio 2008

COME MUORE UN BAMBINO

Bimbo muore sepolto da sabbia
Olanda, faceva tunnel in spiaggia
Tragedia sulla costa tra Belgio e Olanda. Un ragazzino belga di 12 anni è morto sepolto sotto un tunnel che stava scavando nella sabbia durante la vacanza lungo la costa olandese. Dopo l'incidente è stato trasportato all'ospedale di Bruges, dove è morto per le ferite riportate. E' la seconda vittima dei giochi con la sabbia sulla spiaggia in pochi giorni sulla costa tra Olanda e Belgio. (da tgcom 15 luglio 2008)

lunedì 14 luglio 2008

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI (seguito)

(ASCA) - Roma, 11 lug - ''Alcune notizia di stampa oggi pubblicate sulla sentenza emessa dalla sesta sezione penale sul possesso di marijuana da parte di persona che si dichiarava professante di religione rastafariana rendono opportuno precisare che la Corte di Cassazione in tale sentenza era chiamata a valutare la decisione del giudice di merito che, dando esclusivo rilievo alla quantita' di droga detenuta, aveva, per cio' solo, ritenuto che l'imputato la detenesse ai fini di spaccio e non, come questi aveva dichiarato, per uso personale''. In una nota la corte suprema di cassazione, che e' il giudice di ultimo grado in Italia che assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, difende la sentenza emessa sesta sezione penale che ha annullato la condanna a un anno e quattro mesi di carcere per illecita detenzione a fini di spaccio inflitta ad un adepto rasta, sorpreso dai carabinieri con poco meno di un etto di marijuana. ''La Corte di Cassazione - si legge nella nota - ha annullato la sentenza con rinvio chiedendo al giudice di merito di valutare anche, come e' doveroso fare al fine di stabilire se la detenzione sia a fini di spaccio o per uso personale, le 'circostanze di tempo, luogo e modalita' comportamentali dell'imputato' e tra queste anche la giustificazione dallo stesso data di appartenenza alla religione rastafariana''.

AUTORI E VITTIME DI REATO

Bulgara 23enne violentata e picchiata a Centocelle Salvata da un passante, quattro arresti

ROMA (11 luglio) - L'avevano trascinata nel sottoscala di un supermercato per violentarla, ma le sue grida d'aiuto l'hanno salvata. Mercoledì all'alba agenti del reparto volanti della questura di Roma hanno arrestato a Centocelle tre romeni e uno zingaro italiano sorpresi in flagranza di reato mentre cercavano di stuprare una ragazza bulgara.La ragazza è stata salvata grazie alla segnalazione di un passante, che ha sentito le sue urla. Uno di loro ha abusato di lei, ma l'intervento di una volante della polizia ha permesso l'arresto degli aggressori. Gli arrestati sono i romeni Razuan Enacke (21 anni), Petrica Craciunescu (31 anni), Vasile Malinici (32 anni) e lo zingaro italiano residente nel campo nomadi del Casilino 900 Robin Ahmetovic (19 anni), tutti con precedenti penali. Al momento dell'arresto uno di loro aveva ancora i pantaloni abbassati. Le accuse sono di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona e minacce e resistenza a pubblico ufficiale. I particolari della vicenda sono stati resi noti dal vice Questore aggiunto di Roma Silvia Franzè e da Paolo Guiso, dirigente della Sezione Volanti della Questura. «La ricostruzione dei fatti è difficoltosa - ha spiegato Franzè - perché la ragazza, affetta da disturbi psichici, è sotto shock. Sappiamo che stava andando al mare quando è stata avvicinata dai quattro che l'hanno strattonata e trascinata nel sottoscala, dove è stata violentata e picchiata». I quattro sono nel carcere di Regina Coeli a disposizione del pm Francesco Polino. (da ilmessaggero.it)

giovedì 10 luglio 2008

LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI (?)

Rasta possono avere molta "erba"
Lo ha stabilito la Cassazione
Nei confronti dei seguaci della religione rasta trovati con "erba" in abbondanza i giudici devono essere comprensivi e considerare che, per gli adepti di tale religione fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera "nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone". Lo sottolinea la Cassazione che ha accolto il ricorso di un italiano condannato a 1 anno e 4 mesi per illecita detenzione a fine di spaccio.
I carabinieri avevano sorpreso Giuseppe G. con circa un etto di marijuana. In Cassazione l'uomo ha sostenuto di essere un rasta fariano e di fumare l'erba in base ai precetti della sua religione che ne consentono l'uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. (da tgcom 10 luglio 2008)

mercoledì 9 luglio 2008

STATO VEGETATIVO PERMANENTE

La Corte d'Appello civile di Milano dice sì all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione per Eluana Englaro, che è in stato vegetativo permanente da 16 anni.
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=27400&sez=HOME_INITALIA

lunedì 7 luglio 2008

COMPATIBILITA' CARCERARIA

Fino a 5.000 euro per attestazioni che avvaloravano incompatibilità con la detenzioneTra i fermati un dottore del Policlinico Gemelli. Beneficiari noti esponenti della malavita
Roma, scarcerati con falsi certificatiDodici arresti, 2 medici in manette

La conferenza stampa della squadra mobileROMA - Fino a 5.000 euro per ottenere un falso certificato medico che riapriva le porte del carcere. Arrestate a Roma 12 persone, tra le quali due medici. Avvaloravano tossicodipendenze e alcolismo per consentire ai detenuti di tornare in libertà. Dietro compenso, i medici compiacenti certificavano pure la frequenza ai programmi di riabilitazione. In manette anche Armando Colombo Taranto, medico responsabile dell'ambulatorio psichiatrico per alcolisti e tossicodipendenti del Policlinico Gemelli, e l'assistente sociale Paola Di Nasci, in servizio al day hospital di psichiatria dell'ospedale. Arrestato anche un secondo medico, libero professionista. Per poter ricostruire il giro dei falsi certificati, la polizia ha sequestrato decine di cartelle cliniche custodite negli archivi della struttura sanitaria. "Ma l'ospedale - tengono a precisare i magistrati - non c'entra. Il procedimento penale è indirizzato contro medici del Policlinico, non contro la struttura sanitaria". Dei vantaggi offerti dai medici compiacenti usufruivano noti esponenti della malavita. Anche il cammorista Giorgio Lago, esponente dell'omonimo clan, avrebbe beneficiato dei falsi certificati. Secondo la polizia, si sarebbe costituito a Rebibbia già sicuro di riottenere la libertà con l'attestazione fasulla. I medici avvaloravano depressioni, stati di alcolismo e tossicodipendenza che venivano utilizzati per legittimare l'incompatibilità con il regime carcerario. I reati contestati agli indagati, a seconda delle posizioni, vanno dalla corruzione al falso in atto pubblico, dal falso in atti destinati all'autorità giudiziaria all'abuso d'ufficio. (7 luglio 2008) (da repubblica.it)

domenica 6 luglio 2008

COME MUORE UN BAMBINO

In un ospedale del Cairo sono (sarebbero) morti cinque neonati a causa di un black out dell'energia elettrica. I neonati erano nelle culle, e quando la corrente elettrica se n'è andata i generatori non sono partiti. La stampa accusa i tagli alla sanità egiziana. Leggi
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/cairo-neonati/cairo-neonati/cairo-neonati.html

AMIANTO

Torino, morte sospetta per amianto
Indagini su scuola con tetto in Eternit
La procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sulla morte di un maestro elementare che per circa 20 anni ha insegnato in una scuola elementare, la 'Don Lorenzo Milani', con il tetto di Eternit. Secondo quanto riporta La Stampa, Domenico Mele, il maestro ormai in pensione, è morto qualche giorno fa per mesotelioma peritoneale. Titolare dell'inchiesta il pm Raffaele Guariniello.
La scuola, la don Lorenzo Milani di via San Marino, quartiere fra il centro e la grande fabbrica di Torino, Mirafiori, è frequentata oggi da circa 400 bambini. Quando vi insegnava il maestro Mele erano probabilmente di più. Erano gli anni dell`ultimo baby-boom: la grande immigrazione era finita con il decennio precedente, quando ancora si erano tirate su, in tutta fretta, le ultime scuole coibentate con l`amianto.
Il maestro Mele, classe 1932, riporta sempre,La Stampa, andò in pensione nel 1996. Due anni dopo, alla don Milani, - scrive La Stampa - venne effettuata la rimozione del tetto in eternit.
A Torino, per iniziativa di Guariniello, funziona da 15 anni l`Osservatorio dei 'tumori professionali' che ha censito 26 mila casi di morte "dovuti alle condizioni di lavoro". Il procuratore vicario Raffaele Guariniello, nell`avviare l`inchiesta "contro ignoti", ha delegato gli accertamenti al Servizio di vigilanza e assistenza in ambiente di lavoro dell`Asl 1. (da tgcom 6 luglio 2008)

SHOCK ANAFILATTICO

Sbagliano l'antibiotico in una flebo:muore in ospedale al San Filippo Neri

ROMA (5 luglio) - Ucciso da uno choc anafilattico provocato da un farmaco a cui era allergico. E' accaduto all'ospedale San Filippo Neri di Roma, dove Giovanni Fassini 74 anni è morto dopo che un'infermiera gli ha somministrato una flebo contenente cefalosporine, antibiotico al quale era allergico. I familiari hanno contattato un legale per presentare denuncia all'ospedale. Fazzini era ricoverato da un mese nel reparto di chirurgia oncologica del San Filippo Neri per un tumore al pancreas riscontrato 3 mesi fa. Il filglio: li avevamo avvisati « «Ieri - racconta il figlio della vittima - tra le 20 e le 20.30 è arrivata l'infermiera per somministrargli l'antibiotico e ci ha fatto uscire dalla stanza. Poco dopo ho sentito delle urla, come di soffocamento. Sono andato di corsa nella stanza, ho preso la boccetta dell'antibiotico e ho letto il nome del farmaco a cui mio padre era allergico. A quel punto gli ho staccato subito la flebo, ma non c'è stato niente da fare». L'uomo racconta inoltre che il medico «si è assunto immediatamente le sue responsabilità e ha detto che si riserva di fare un riscontro autoptico perchè ha dubbi che mio padre possa esser morto per questo motivo. Oggi sporgeremo denuncia alla Procura della Repubblica per denunciare il fatto». Aveva già avuto due choc anafilattici tanto tempo fa, racconta ancora il figlio e li avevamo avvisati. Il medico di famiglia, Enzo Mannaia, (anche parente della vittima) confrema il fatto che i medici dell'ospedale erano a conoscenza dell'allergia. Aperta un'inchiesta interna I medici del San Filippo Neri «sono intervenuti subito alla reazione del paziente al farmaco e hanno interrotto subito il dosaggio». È stata la risposta della direzione sanitaria che ha avviato un'indagine interna e disposto accertamenti sulle cause della morte. Secondo l'ospedale l'uomo presentava «un forte stato febbrile». I medici sono quindi intervenuti somministrando in vena una dose di cefalosporine, un antibiotico che contiene molecole di moxicillina. Subito dopo la flebo l'uomo è morto. La sostanza avrebbe gli provocato uno shock anafilattico. Storace: negligenza Francesco Storace segretario nazionale de La Destra sul suo blog ha commentato la vicenda come «storia di negligenza, trascuratezza. È ora che ci si decida a garantire ai malati la speranza di guarire e non la scusa di morire quando si viene ricoverati in corsia». (da ilmessaggero.it 6 luglio 2008)

NUOVI SCHIAVI

Cinesi schiavizzati a Roma, sequestrati sei laboratori clandestini: 12 persone fermate

ROMA (5 luglio) - Lavoravano anche 17 ore al giorno chiusi in scantinati con piccole finestre, senza aria né luce, con accanto i figli piccolissimi, costretti a sopportare condizioni disumane. Per questo la polizia municipale di Roma ha sequestrato questa mattina sei laboratori cinesi di sartoria. Dodici persone sono state fermate, mentre i titolari delle attività sono stati denunciati anche per sfruttamento di manodopera clandestina.I "lavoratori-schiavi" erano una sessantina, donne e uomini cinesi tra i 24 e i 30 anni, provenienti dalla Regione dello Zhejiang. Sono stati trovati dai vigili a lavorare con i figli di 2 e 3 anni accanto, dentro 16 scantinati nei quartieri periferici della Borghesiana, Finocchio, Torre Angela e Colle Prenestino. In tutto gli agenti dell'VIII Gruppo della polizia municipale della capitale hanno controllato 16 laboratori: i sigilli sono scattati per sei. I dipendenti venivano fatti lavorare nei seminterrati dalle 9 del mattino fino alle due-tre di notte, per 4-500 euro al mese. Nelle sartorie quintali di stoffe sui pavimenti, che impedivano l'uscita in caso di incendio. Ed era molto probabilmente proprio negli scantinati che i lavoratori vivevano con la propria famiglia; sono state infatti trovate brande, resti di cibo e oggetti per l'igiene intima. (da ilmessaggero.itg 6 luglio 2008)

venerdì 4 luglio 2008

giovedì 3 luglio 2008

LE HA TOCCATO LE CAVIGLIE!

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=27062&sez=HOME_INITALIA
Le ha toccato le caviglie e secondo la Suprema Corte è violenza sessuale. Mah!

NUOVI SCHIAVI

da tgcom 3 luglio 2008
Data in sposa a 11 anni, madre a 12
Brescia, arrestato il marito kosovaro
Venduta come sposa a 17mila euro quando aveva 11 anni e divenuta madre a 12 anni e mezzo: è la terribile storia di una bambina di origine serba che a Brescia ha partorito una figlia nei giorni scorsi. Proprio il parto, avvenuto senza problemi all'ospedale civile di Brescia, ha innescato le indagini. Il marito, un 21enne kosovaro, è stato arrestato con le accuse di violenza sessuale e riduzione in schiavitù.
La Squadra Mobile della Questura di Brescia ha portato alla luce una vicenda da inquadrare tra quelle dei matrimoni imposti. Si tratta della cosiddetta "violenza presunta" dal momento che secondo la legge una bambina di 12 anni non è in grado di valutare e di dare un consenso legalmente valido ad un rapporto sessuale.Dalle indagini è infatti emerso che la bambina non sapeva che da un rapporto sessuale sarebbe potuto nascere un figlio. In quanto alla riduzione in schiavitù è stata applicata la Convenzione di Ginevra in cui vengono assimilate a questo reato le pratiche di matrimonio in cui uno dei coniugi non possa sottrarsi. La Squadra Mobile ha scoperto che la contrattazione tra i genitori della bambina e quelli del marito era partita da una cifra di 25mila euro. Poi i genitori del kosovaro sono riusciti a trattare fino a raggiungere i 17mila euro. Ora la madre e la neonata sono in una comunità protetta. Alla polizia la ragazzina ha detto, parlando di quanto accaduto: "Dalle nostre parti si usa così".

martedì 1 luglio 2008