Giulianova, schizofrenico uccide il padre
spaccandogli la testa con una sedia
GIULIANOVA (25 settembre) - Affetto da schizofrenia bipolare, per la quale era regolarmente in cura, un 51enne di Giulianova ha ucciso l’anziano padre, invalido, rompendogli sulla testa una sedia in legno.
Nelle prime ore di stamani, in un momento di lucidità, la confessione ai carabinieri: dopo le solite medicine aveva bevuto del vino che si era comprato da solo. L'uomo, accusato di omicidio volontario, è ora nel carcere di Teramo, controllato a vista. Si attende, dopo l'interrogatorio da parte del magistrato, di trasferirlo in una struttura attrezzata.
La vittima è Biagio Adriani, 88 anni, vedovo, costretto sulla sedia a rotelle. Viveva con il figlio Mansueto (arrestato) e una badante. Al piano superiore dell’abitazione, vive l’altro figlio, Gianfranco (45), che ha scoperto il corpo del padre dopo le 21 di ieri, rientrando dal lavoro. Negli ultimi giorni, Mansueto era apparso ai famigliari più agitato nei comportamenti, tanto da chiedere una visita in abitazione allo psichiatra che lo aveva in cura, dell’ospedale di Giulianova. I carabinieri però, sentite le testimonianze, escludono per ora che il suo stato fosse da collegare all’assunzione di alcol, oltre che alla sua patologia. Dopo la visita, comunque, il medico non aveva ritenuto necessario il ricovero. La badante però, preoccupata, nel pomeriggio aveva lasciato la casa, mentre l’altro figlio della vittima aveva raggiunto il suo posto di lavoro, un bar nel teramano.
L’arrestato, da quanto si è appreso, era senza lavoro da due anni, da quando cioè era stato sottoposto all’ultimo trattamento sanitario obbligatorio a causa della sua patologia. Secondo gli investigatori, mai prima era stato violento in famiglia o fuori casa, se non verbalmente.
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lunedì 27 settembre 2010
mercoledì 31 dicembre 2008
[segue]
Donna morta dopo ustioni,9 indagati
Sassari, sono dipendenti dell'ospedale
Nove persone, fra cui il primario, una psichiatra, cinque infermieri e due ausiliari ospedalieri del reparto di Psichiatria dell'ospedale civile di Sassari, sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte di Maria Grazia Pavin, deceduta nella struttura sanitaria sassarese dopo aver rifiutato l'amputazione di una mano e di un piede. L'accusa ipotizzata per tutti è di omicidio colposo.
L'inchiesta dovrà accertare come sia potuto accadere che la donna di 41 anni (originaria di Varese ma residente a Laerru, nel Sassarese) il 7 dicembre sia rimasta ustionata nell'80 per cento del corpo, all'interno di un bagno del reparto di Psichiatria, in cui era ricoverata da qualche tempo.
Il cuore della donna si era fermato il 26 dicembre, dopo 18 giorni di agonia, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari. Per tentare di salvarle la vita, i medici volevano amputarle una mano e un piede. Ma lei, pochi giorni prima di morire, aveva negato il consenso davanti a tre magistrati.
Sul corpo della donna è stata eseguita l'autopsia, affidata a Vindice Mingioni, primario del Servizio di Anatomia Patologica dell'ospedale San Francesco di Nuoro. Mingioni ha chiesto al magistrato 120 giorni di tempo per poter eseguire ulteriori esami istologici e altri accertamenti. Solo a test completati si potrà avere un quadro chiaro della situazione.
Dopo l'autopsia il corpo della donna à stato restitutito alla famiglia. Le esequie si tengono oggi nella chiesa parrocchiale di Laerru. (da tgcom 31 dicembre 2008)
Sassari, sono dipendenti dell'ospedale
Nove persone, fra cui il primario, una psichiatra, cinque infermieri e due ausiliari ospedalieri del reparto di Psichiatria dell'ospedale civile di Sassari, sono state iscritte nel registro degli indagati per la morte di Maria Grazia Pavin, deceduta nella struttura sanitaria sassarese dopo aver rifiutato l'amputazione di una mano e di un piede. L'accusa ipotizzata per tutti è di omicidio colposo.
L'inchiesta dovrà accertare come sia potuto accadere che la donna di 41 anni (originaria di Varese ma residente a Laerru, nel Sassarese) il 7 dicembre sia rimasta ustionata nell'80 per cento del corpo, all'interno di un bagno del reparto di Psichiatria, in cui era ricoverata da qualche tempo.
Il cuore della donna si era fermato il 26 dicembre, dopo 18 giorni di agonia, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari. Per tentare di salvarle la vita, i medici volevano amputarle una mano e un piede. Ma lei, pochi giorni prima di morire, aveva negato il consenso davanti a tre magistrati.
Sul corpo della donna è stata eseguita l'autopsia, affidata a Vindice Mingioni, primario del Servizio di Anatomia Patologica dell'ospedale San Francesco di Nuoro. Mingioni ha chiesto al magistrato 120 giorni di tempo per poter eseguire ulteriori esami istologici e altri accertamenti. Solo a test completati si potrà avere un quadro chiaro della situazione.
Dopo l'autopsia il corpo della donna à stato restitutito alla famiglia. Le esequie si tengono oggi nella chiesa parrocchiale di Laerru. (da tgcom 31 dicembre 2008)
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lunedì 1 ottobre 2007
BUTTATA SOTTO LA METRO
E' probabilmente il delitto dello schizofrenico. Una studentessa getta sotto la metro una donna, perchè delle voci glielo hanno chiesto. Leggi http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=9786&sez=HOME_ECONOMIA
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lunedì 30 luglio 2007
SCHIZOFRENIA
SCHIZOFRENIA
Che la schizofrenia sia una malattia a carattere familiare, e quindi legata ad una struttura genica, è noto da decenni. Me l'hanno insegnato a scuola. Malintesi concetti a carattere sociale hanno affossato per anni queste idee, ma ora c'è un modello sperimentale: topi che hanno il gene DISC1 difettoso, e poi selezionati e allevati, o addirittura creati, mancano dell'enzima cui si debbono alcune modalità di comportamento tipiche della schizofrenia, della depressione maggiore, ecc. Naturalmente le associazioni animaliste insorgono. Per me è il primo segno di un reale progresso in psichiatria, e se mi permettete in accordo con quanto ho sempre sostenuto, fin da quando ero studente. Una volta o l'altra vi racconterò la storia. Intanto leggetevi questo testo http://schizophreniaforum.org/new/detail.asp?id=1344
Vi ricordo che in Europa la schizofrenia interessa l' 1-2% delle persone, più frequente nel Nord- Europa rispetto al Sud- Europa.
Che la schizofrenia sia una malattia a carattere familiare, e quindi legata ad una struttura genica, è noto da decenni. Me l'hanno insegnato a scuola. Malintesi concetti a carattere sociale hanno affossato per anni queste idee, ma ora c'è un modello sperimentale: topi che hanno il gene DISC1 difettoso, e poi selezionati e allevati, o addirittura creati, mancano dell'enzima cui si debbono alcune modalità di comportamento tipiche della schizofrenia, della depressione maggiore, ecc. Naturalmente le associazioni animaliste insorgono. Per me è il primo segno di un reale progresso in psichiatria, e se mi permettete in accordo con quanto ho sempre sostenuto, fin da quando ero studente. Una volta o l'altra vi racconterò la storia. Intanto leggetevi questo testo http://schizophreniaforum.org/new/detail.asp?id=1344
Vi ricordo che in Europa la schizofrenia interessa l' 1-2% delle persone, più frequente nel Nord- Europa rispetto al Sud- Europa.
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