venerdì 14 agosto 2009
DI NUOVO!
Giordania: uccide la sorella incinta
Le spara alla testa e al ventre. Si era sposata contro
il volere della famiglia
MILANO - Una ragazza di 23 anni, incinta, è stata freddata con un colpo alla testa e uno al ventre. A spararle è stato il fratello al termine della sua festa di matrimonio. In questo modo l'uomo voleva lavare l’onore della famiglia. La giovane donna si era sposata due anni fa contro il volere dei genitori, aveva avuto un primo bambino e adesso era in attesa del secondo figlio.
In occasione del matrimonio del fratello si era riconciliata con i familiari che l’avevano invitata alla cerimonia. Ma al termine dei festeggiamenti, l'uomo l’ha uccisa; mentre il marito è stato picchiato selvaggiamente da altri due fratelli della ragazza. Il fratello che ha sparato è stato incriminato oggi per omicidio preterintenzionale e possesso illegale di armi dal procuratore di Amman, Jihad al-Diridi; mentre i due fratelli che hanno picchiato il cognato sono sotto accusa per favoreggiamento.
In media ogni anno vengono uccise in Giordania tra 15 e 20 donne in quelli che vengono definiti come "omicidi d’onore". E' solo di ieri la notizia di una 16enne uccisa dallo zio con nove colpi di pistola perché era stata violentata da due cugini.
13 agosto 2009 (da corriere.it)
martedì 7 ottobre 2008
QUESTI SONO FUTILI MOTIVI!
L'uomo si era fermato a fare pipì in alcuni cespugli vicino al cancello di un bar. Il proprietario gli ha sparato
ALESSANDRIA - Un banale litigio sarebbe all'origine dell'omicidio avvenuto lunedì pomeriggio a pochi chilometri da Tortona. Daniele Picchi, 42 anni, autista abitante a Pavia e dipendente di una ditta di Stradella, sarebbe stato ucciso perchè si era fermato a urinare vicino ad alcuni cespugli, in una piazzola adiacente lo snack-bar 'La Capitania'. Arrestato il titolare del locale, Michele Maggio, 34 anni.
LA DINAMICA - Secondo la prima ricostruzione fatta dai carabinieri, nel pomeriggio il barista stava verniciando con il padre una cancellata della loro casa, che è vicina al bar. Picchi è arrivato con il camion, si è fermato a bordo strada ed è andato a fare pipì vicino ad alcuni cespugli in fondo allo spiazzo. Quando il barista lo ha visto, è nato un litigio a distanza. Rientrato in casa a prendere la pistola, Michele Maggio avrebbe sparato per paura. Sembra infatti che, poco prima di fare fuoco, abbia visto il rivale mettere una mano in tasca come se volesse prendere qualcosa. La vittima è stata colpita alle gambe e alla schiena. Il barista lo ha trascinato dietro a due contenitori per i rifiuti e ha chiamato il 118, ma per l'uomo non c'è stato nulla da fare. (da corriere.it 7 ottobre)
giovedì 21 agosto 2008
L'OMICIDIO DELL'OMOSESSUALE
Tanti anni fa (1997) scrissi, insieme a colleghi e poliziotti, questo articolo: Giusti G., Marella G. L., Cave Bondi G., Marinelli E., Rossi P., D’Alfonso A., Intini A., Liviero V.: L’omicidio dell’omosessuale. Riv. It. Med. Leg., 19, 1343, 1997. Tre giorni fa, a Roma, nel corso di un incontro omosessuale, un uomo è stato ucciso e ieri l'omicida è stato catturato. Questo articolo di Repubblica http://roma.repubblica.it/dettaglio/Arrestato-il-killer-dellarchitetto-E-stato-incastrato-dalle-impronte/1503469?ref=rephp descrive esattamente le caratteristiche di questo tipo di omicida e di delitto che avevamo individuato 11 anni fa. E’ un segno che la collaborazione fra Polizia e medici legali può dare frutti anche oltre la singola contingenza.
venerdì 30 maggio 2008
RAPINA CON MORTO D'INFARTO
Dunque, non è solo una rapina, ma anche omicidio. Il PM potrà scegliere tra l'omicidio preterintenzionale o la morte come conseguenza di altro delitto.
sabato 23 febbraio 2008
OMICIDIO A TERNI
Cliente non voleva pagare la bibita
La lite per una aranciata consumata e non pagata tra il cliente tunisino e il gestore turco di un locale pubblico, che tra l'altro si conoscevano da tempo, è finita con la morte di quest'ultimo. Dopo la scazzottata il tunisino, che non sapeva della morte dell'amico, era andato in Questura a denunciare l'accaduto ma è stato arrestato per omicidio. Gli agenti stanno verificando la dinamica dell'incidente.
La vittima è Horan Cetin, 32 anni, di nazionalità turca, da anni residente a Terni, gestore, unitamente ad altri soci, di un locale. L'arrestato - secondo quanto riprota l'agenzia Ansa - è Adel Laouni, tunisino di 34 anni, con precedenti per spaccio di droga. Secondo quanto accertato dalla polizia Adel Laouni dopo avere consumato nel locale solo una aranciata si era rifiutato di pagare. Da qui la lite con il gestore proseguita all'esterno, durante la quale il turco, in circostanze ancora da chiarire, ha riportato un violento colpo alla testa. Si è sentito male ed è rientrato nel locale, mentre il tunisino si allontanava. Horan Cetin aveva una vasta ferita alla testa. Poco dopo si è accasciato. Inutili i tentativi di rianimarlo.Dopo la lite il tunisino è andato in Questura, con il volto graffiato, per denunciare quanto accaduto non sapendo che il gestore del locale era morto. La polizia, comunque, era già sulle sue tracce poiché nel corso della lite il turco gli aveva sfilato il giubbetto che era rimasto nelle sue mani. Per il tunisino sono scattate le manette con l'accusa di omicidio. Laouni era ben conosciuto dalla polizia di Terni che lo aveva arrestato altre volte per spaccio di sostanze stupefacenti ma era sempre stato rimesso in libertà. (tgcom 23.2.08)
lunedì 18 febbraio 2008
FRATELLI MARTELLI
orrore nella notte a Napoli
NAPOLI - Un uomo, Stefano Parisi, 45 anni, ha ucciso il fratello cinquantenne Massimo a martellate ed ha cominciato a farlo a pezzi, ma ha poi sospeso l'operazione, ha chiamato i carabinieri è ha rivelato il delitto. E' accaduto la scorsa notte a Napoli, in un appartamento del residenziale parco Comola Ricci, in una zona benestante della città. Stefano e Massimo Parisi, entrambi disoccupati, abitavano nella stessa casa con l'anziana mamma. Ieri sera - secondo quanto lo stesso assassino ha raccontato agli investigatori - hanno litigato, come avveniva spesso. Stefano, impossessatosi di un martello, ha ripetutamente colpito il fratello nella sua stanza, fino ad ucciderlo. Quando la madre è andata a dormire, l'omicida ha trascinato il cadavere nella vasca da bagno e servendosi di una forbice da giardino ha cominciato a sezionarne il cadavere. Era riuscito a tagliargli una gamba, quando è crollato. Ha così avvertito i carabinieri dell'accaduto con una telefonata al 112. (18 febbraio 2008) (da republica.it)
domenica 3 febbraio 2008
VIOLENZA, TERRORE, OMICIDIO
ROMA (2 febbraio) - Era stato seviziato per ore, drogato e infine violentato nella sua casa. Da quel momento viveva nel terrore. Aveva installato sistemi d'allarme nella sua abitazione, preso il porto d'armi e dormiva con la pistola con il colpo in canna sul comodino. Settimino Melaragni, 53 anni, agente immobiliare di Capodimonte, in provincia di Viterbo, non era riuscito a superare il trauma delle violenze subite lo scorso ottobre da parte di due uomini dell'Europa dell'Est (romeni o albanesi) e la notte tra mercoledì e giovedì, in preda al panico, ha sparato. Ha ucciso la sua compagna, Daniela Nicoleta Hatmanu, romena, 37 anni, che si era alzata dal letto. Ma Melaragni, a suo dire, credeva fosse un ladro e ha sparato due colpi. Arresti domiciliari. Melaragni ha raccontato questa mattina la sua tragica storia durante l'interrogatorio di garanzia davanti al Gip Gaetano Mautone che gli ha concesso gli arresti domiciliari nella casa della madre. Le prove della violenza subita. Il difensore di Melaragni ha esibito al Gip le cartelle cliniche dell'ospedale Belcolle di Viterbo che certificano la violenza sessuale subita dall'uomo. Si è trattato probabilmente di una spedizione punitiva scaturita da una delle relazioni che l'agente immobiliare aveva avuto con giovani donne dell'est europeo, entraineuse nei night. «Il giudice - ha commentato il legale - ha compreso fino in fondo la situazione psicologica di Melaragni. Ha cioè capito che è ancora in preda ad una vera e propria fobia indotta dall'esperienza vissuta pochi mesi fa e che è alla base delle tragedia». Il legale, infine, ha auspicato che «il capo d'imputazione possa essere derubricato da omicidio volontario a colposo»Proseguono le indagini. Il Pm Laura Centofanti ha disposto una perizia balistica per verificare la compatibilità della ricostruzione dei fatti di Melaragni con le ferite sul corpo della donna e con il proiettile trovato conficcato nel muro. A tale scopo l'autopsia sulla romena è stata rinviata. Nei prossimi giorni eseguiranno rilievi anche i tecnici del Ris.
lunedì 3 dicembre 2007
DONNA ACCOLTELLATA
17:28
Donna trovata uccisa a coltellate in casa ad Alessandria
(ANSA) - TORINO, 3 DIC - Una donna di 54 anni, Carmela Ballaro', e' stata trovata uccisa a coltellate, oggi, nel suo appartamento di Alessandria. Il cadavere e' stato scoperto, verso le 16, nella cucina dal convivente che ha avvertito i carabinieri. La donna era madre di due figli, un maschio e una femmina.
ANSA
chi sarà stato?
sabato 24 novembre 2007
I DELITTI DEI ROMENI
BRESCIA: 88ENNE UCCISO A SPRANGATE PER RAPINA,TERZO FERMO
Si e' chiuso il cerchio attorno alla gang di romeni che il 28 febbraio scorso consumo' un'efferata rapina ai danni di una famiglia di imprenditori agricoli di Dello (Brescia). I tre responsabili sono finiti in manette: due, un 33enne e un 28enne, appunto rumeni, furono arrestati a luglio dai carabinieri della compagnia di Verolanuova; l'ultimo, un 23enne residente nel Veronese ma di fatto domiciliato a Brescia, e' stato invece fermato ieri sera in un'abitazione alla periferia del centro. Il fermo e' in attesa della convalida. Pesanti le accuse per la banda: rapina aggravata, omicidio volontario, sequestro di persona, lesioni e porto abusivo di armi. La rapina ha avuto infatti un esito gravissimo: Giuseppe Mangiavini, 88enne, preso a sprangate, legato e poi buttato giu' dalle scale insieme ai due figli, non e' sopravvissuto all'aggressione e dopo molti mesi d'ospedale e' morto il 13 novembre. (AGI)
(24 novembre 2007 ore 17.48)
sabato 17 novembre 2007
PSICHIATRA CONDANNATO
mercoledì 31 ottobre 2007
VIOLENZA CARNALE E OMICIDIO
Il sindaco Veltroni ha chiesto la mano pesante contro i delinquenti provenienti da altri Paesi.
Il mio parere: quando si aprono le porte all'immigrazione, ci si deve aspettare un aumento della criminalità, per diverse ragioni. Tra queste, e non ultima, il fatto che buona parte degli immigrati sono maschi giovani e senza famiglia, cioè soggetti che più facilmente delinquono, e che cercano di farsi strada con tutti i mezzi, o comunque di sopravvivere con tutti i mezzi, leciti e illeciti. Ricordiamo la nostra criminalità in Svizzera prima, e negli Stati Uniti poi. Di conseguenza, dovevamo prepararci a far fronte ad ondate di criminalità più gravi e frequenti, controllando i soggetti più esposti, ed eventualmente rimandandoli al paese loro. Ce ne accorgiamo adesso? Tanto peggio per noi.
martedì 23 ottobre 2007
FURTO DI FETO
La donna, di cui nel link potrete vedere la fotografia, ha ucciso una donna incinta all'8° mese e le ha rubato il feto (che vive ora con il padre). Riconosciuta capace di intendere e volere, e riconosciuta colpevole, rischia la pena capitale, in alternativa all'ergastolo senza alcuno sconto.
domenica 14 ottobre 2007
OMICIDIO A CAGLIARI
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo383394.shtml
domenica 7 ottobre 2007
FORCONE
2007-10-07 14:17
LITE IN FAMIGLIA, AGRICOLTORE UCCISO DA COGNATO
PALERMO - Un agricoltore, Giovanni Beninati, di 73 anni, è stato ucciso dal cognato durante una lite nelle campagne del Palermitano. L'uomo è stato colpito con un forcone. I carabinieri sono arrivati sul posto chiamati da alcuni familiari ed hanno arrestato il cognato della vittima. Al centro della lite vi sarebbe uno scontro per interessi familiari che riguardano alcuni beni di famiglia. (ANSA)
giovedì 8 marzo 2007
MORTE DELL'OMOSESSUALE
Un morto accoltellato, a Roma. Leggi
08 mar 01:03
Roma: omosessuale ucciso, fatali ferite al collo
ROMA - E' morto per le ferite d'arma da taglio sul collo Roberto Chiesa, l'omosessuale trovato morto nel suo appartamento a Roma. Lo ha stabilito il medico legale. L'esame sul cadavere non ha permesso pero' di accertare l'arma del delitto e sul corpo della vittima non e' stato trovato nessun segno che possa far pensare ad una colluttazione. (Agr) (fonte:corriere.it)
Qualche anno fa, insieme ad altri colleghi e ad un altissimo funzionario della PS, mettemmo insieme un certo numero di casi di morte dell'omosessuale, e pubblicammo il lavoro sulla Rivista italiana di Medicina legale. Le conclusioni furono interessanti sul piano scientifico, e anche su quello investigativo, perchè tracciammo un profilo dell'omicida, che si rivelò assolutamente esatto quando, pochi giorni dopo la stampa, un omosessuale fu ucciso e l'omicida, corrispondente alle caratteristiche descritte, fu individuato e catturato.